TUTTO | I Maestri del Novecento Italiano al Museion di Bolzano

Oggi lo definiremmo un “feat” quello che sta avvenendo con la mostra, al Museion di Bolzano, dal titolo cosmico “Tutto”. È una collaborazione infatti quella che sta avvenendo tra l’istituzione bolzanina e la collezione Sammlung Goetz di Monaco che ha prestato per l’esibizione alcuni degli oltre cento pezzi di arte italiana in mostra. La mostra poi si sposterà nella città bavarese e sarà quindi il turno di Museion prestare le opere della sua collezione a partire dall’estate 2019. Come anticipato la mostra ora visitabile a Museion fino a marzo raccoglie antologicamente oltre cento opere, prevalentemente di pittura e fotografia, che coprono un arco temporale che va dagli anni cinquanta alla fine degli anni ottanta del novecento italiano. Gli artisti che firmano le opere in esposizione sono i più illustri del periodo e si va da Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano e tanti altri. 

Con questa mostra Museion punta a conoscere e mostrare parte della sua cultura che lo ha influenzato e portato alla sua fondazione; trovandosi infatti in una regione caratterizzata da un dualismo culturale e linguistico costruttivo, come l’Alto Adige, la direttrice uscente Letizia Ragaglia, nonché curatrice della mostra assieme Ingvild Goetz, ha deciso di indagare e mostrare la parte italiana della sua collezione selezionando dal periodo forse più feritile del novecento italiano i maestri che ci hanno guidato fino ad oggi, e continueranno a farlo. Il percorso infatti è arricchito da un’ampia selezione di materiali di documentazione provenienti dagli archivi degli artisti: una molteplicità composta da singoli nuclei quali fotografie, locandine, inviti, appunti di lavoro, oggetti, da cui emerge il senso di un intero lavoro. Opera emblematica, e che da il nome alla mostra, è Tutto (1988) di Alighiero Boetti, che assieme ai concetti spaziali di Lucio Fontana indaga quella dimensione che va oltre il bidimensionale delle opere aprendo ad una visione cosmica tipica del secondo dopoguerra; la mostra quindi offre uno spaccato su queste ricerche, accomunate dall’idea di apertura, espansione e superamento della bidimensionalità. Altro grande tema che indaga la mostra è il dibattito che si delinea in Italia tra gli anni sessanta e settanta intorno alla teoria della comunicazione, ed è qui che curatrici e curatori di Tutto decidono di inglobare una sezione dedicata alla fotografia sperimentale e al rapporto tra testo e immagine e quindi alla poesia visiva.
Last but not least la sezione fotografica dove qui i prestiti provenienti dalla Sammlung Goetz la fanno da padrona. Già nella passata mostra “Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione” del 2017 la collezione di monaco aveva prestato a Museion fotografie scattate da nomi come Nan Goldin. Oggi invece sono le testimonianze dell’arte concettuale italiana di Giorgio Ciam, Marcello Jori, Germano Olivotto con la sua Land Art e tanti altri.