Sodalizi artistici fra Monsters della Pop Culture

 “Pop culture was in Art now ART’s in POP culture, in me!

Trattando di icone contemporanee potremmo affermare che Jeff Koons stia all’arte come Lady Gaga sta alla musica, su questo non ci sono molti dubbi. Innovatori, provocatori, irriverenti, ognuno nel proprio campo ha saputo farsi largo sulla scena internazionale distillando il meglio, o il peggio, della cultura pop ed entrando nella hit parade degli artisti più ricchi al mondo.
Fatta questa premessa, ricorderete la copertina dell’ultimo sudatissimo lavoro della pop star americana, che ha esibito orgogliosamente sulla cover del disco una scultura plastica firmata niente meno che dal “paladino del kitsch”: la cantante nuda si copre il seno con le mani, porta una parrucca e tiene una sfera blu fra le gambe, come firma dell’ artista (basti pensare alla serie dei Baloon Dog). A completare il tutto, si stagliano sullo sfondo come riferimento erudito la Venere del Botticelli e Apollo e Dafne di Bernini.

COpertina dell'Album "ARTPOP" di Lady Gaga, realizzata in collaborazione con Jeff Koons

Jeff Koons ( New York, 1955) è considerato l’erede della corrente Pop americana: sin dagli inizi della sua attività negli anni 70 si è occupato della società dei consumi e del seducente mondo delle merci, riprendendo evidentemente le tematiche già toccate degli artisti della Pop Art, ma deformandone i soggetti e ottenendo effetti stranianti, riproducendole in colori e dimensioni al limite del megalomane, al limite del kitsch.
Grazie alla sua versatilità e immensa creatività è diventato negli anni lui stesso un’icona neo-pop, che descrive in chiave leggera e autoironica il life style americano: vivendo appieno la sua epoca ha intessuto innumerevoli collaborazioni creative con grandi nomi della moda, della pubblicità, e della musica.

Di natura più spirituale, ma che ha suscitato grande clamore, è invece il sodalizio fra Lady Gaga e la pioniera della body art e della performance Marina Abramovich, che già nel 2013 partecipò all’esclusivo Rave Party di lancio di ART POP a Manhattan; per l’occasione Koons realizzò cinque sculture giganti della cantante, dichiarando poi: “Sono commosso dalla sua generosità e dal significato e l’impegno che mette nel trasmettere il suo messaggio di aiutare i fan a realizzare il proprio potenziale”.

Recentemente la pop star si è ritirata per tre giorni con la Abramovic in un bosco nell’Upstate New York dove avrebbe appreso una serie di esercizi per risvegliare la consapevolezza fisica e mentale, noto e brevettato come  il Metodo Abramovic. Il Marina Abramovic Institute (MAI) sarà il primo spazio interamente dedicato al Metodo dell’artista serba, pensato per preparare i partecipanti a lunghe performance e contemplazioni.

Restiamo in attesa di capire come si evolverà questa commistione fra arte, musica, disintossicazioni american style e, ovviamente, tanta tanta pubblicità.