Sincronie | “Il Poeta” (1911), Marc Chagall

Nello stesso momento, magari in luoghi distanti tra loro, tre artisti si sentono attratti dallo stesso soggetto e decidono di farne un dipinto. Ognuno dipinge ciò che vede, come lo vede, filtrato dal proprio io artistico. Sincronie apre uno spaccato nella storia dell’arte, e vuole stimolare la curiosità nel chiedersi, come mai Pablo Picasso, Marc Chagall e Egon Schiele scelsero “il poeta” nel 1911?

(3/3) – MARC CHAGALL

Nell’animo di Marc Chagall convivono tradizione russo-ebraica e uno spirito attento e curioso alle novità. Da una sintesi efficace tra i due aspetti prende vita la sua intera opera. Il giovane artista, nato a Vitebsk, inizia la sua formazione nella Russia zarista per poi arrivare a Parigi, per la prima volta, nel 1910. Vive cinque anni nella capitale dell’avanguardia artistica, fino al 1914 quando è costretto a rimpatriare a causa della prima Guerra Mondiale. Arrivato nella Ville Lumière prende uno studio a La Ruche, “l’alveare” dove vive circondato da altri artisti, i russi emigrati, gli italiani come Modigliani e Soffici ma tra le sue frequentazioni ci sono soprattutto i poeti Cendrars e Apollinaire. L’effetto di Parigi si fa sentire intenso, gli stimoli sono moltissimi; tra questi il movimento Fauves è ragione della rivoluzione del colore di Chagall, che ora diventa gioioso, brillante, come noi lo conosciamo. Il nostro artista allo stesso tempo, non può non riconoscere nel Cubismo il più importante movimento di quegli anni, il rinnovamento nel modo di trattare lo spazio, gli oggetti e le persone lo colpisce, e l’opera Il poeta, del 1911, ne è la prova.

Marc Chagall, "Il poeta" (1911)

Il protagonista della tela subisce la scomposizione della propria immagine in porzioni di colore geometriche e piatte, così il codice artistico cubista è rispettato. La connessione con il cubismo tuttavia finisce qui, il movimento lo inizia al linguaggio plastico moderno, ma Chagall non viene mai meno al suo carattere creativo, libero e sognante. Il poeta infatti viene raffigurato con la testa capovolta, la nuca attaccata al collo e il mento all’insù, a ribadire il desiderio di andare contro la logica e il sentire comune per assecondare invece il proprio bisogno di giocare con l’immaginazione di un mondo dove tutto è possibile.

Nel giro di pochi anni Chagall decide effettivamente di staccarsi dai modi dei maestri cubisti e degli altri movimenti di inizio secolo persguendo solo le ragioni del proprio cuore, classificandosi come un artista fra i più importanti del Novecento e sicuramente unico e inimitabile.