Santo Stefano al Ponte: un suggestivo incontro fra l’antico e il moderno

Non lontano da Ponte Vecchio, fra le affollate strade del centro di Firenze si apre una piazzetta che facilmente può passare inosservata. All’interno di essa domina la Chiesa di Santo Stefano al Ponte, di epoca romanica ma ormai sconsacrata, che dal 2015 viene periodicamente allestita come spazio espositivo multimediale a cura dell’azienda fiorentina Crossmedia Group.

Fino al prossimo maggio la chiesa accoglie al suo interno Monet Experience and the Impressionists, una mostra-spettacolo che ripercorre la grande stagione dell’Impressionismo sin dai suoi albori, con una particolare attenzione per la figura di Claude Monet e il suo percorso artistico. Non mancano, inoltre, i riferimenti ad altri ambiti culturali dell’epoca, rendendo la narrazione più completa ed efficace.

Dopo un breve percorso espositivo che propone fotografie, disegni ed un filmato che ritrae il padre degli Impressionisti, il racconto vero e proprio si dispiega lungo la navata della chiesa. Le immagini proiettate avvolgono totalmente l’ambiente e lo spettatore che, grazie anche ad una coinvolgente colonna sonora, viene immerso in un’esperienza che lo trasporta altrove.
Certamente non una mostra canonica, quindi, e che forse potrebbe fare arricciare il naso agli studiosi più ortodossi. Ma se per un attimo si mettono da parte i manuali di storia dell’arte e ci si gode lo spettacolo, ai più larghi di vedute è concesso di compiere un suggestivo viaggio indietro nei secoli. Fra quelle “impressioni” che hanno dato il nome ad uno dei più potenti movimenti artistici mai esistiti.

­

“Ho sempre lavorato meglio nella solitudine e secondo le mie sole impressioni.” (- Claude Monet)

  • Foto di Maria Eugenia Di Giacomo ©