Salvador Dalì | “Destino”, la fiaba surrealista con Walt Disney

Nel 1945 l’estro stravagante di Salvador Dalì, artista già pienamente affermato a livello internazionale, incontra la fervida immaginazione del cineasta Walt Disney, due personalità agli antipodi, due creatori di immagini eterne, diversi per pensiero, cultura, stile e modo di operare ma accomunati da una geniale vocazione creativa.
Dalì in quegli anni si trovava negli USA per lavorare alle scenografie per il film Io ti salverò di Hitchcock. Quando Walt Disney vide i grandi occhi dipinti da Dalì su dei tendaggi, gli venne l’idea di proporre all’artista una collaborazione; ed è proprio da questo fortunato incontro che nascerà Destino, un progetto di animazione mai realizzato prima d’ora, in grado di unire la cultura popolare e il mondo dell’infanzia al mondo aulico e adulto dell’arte.
Una fiaba surreale che unisce romanticismo e allucinazione, un mondo incantato ad una dimensione orfica, un’atmosfera trasognata scandita dalla musica omonima del compositore messicano Armando Dominguez.
Sull’onda di Fantasia, Walt Disney ripropone il genere del “package – film”, ovvero una sequenza di diversi episodi indipendenti tra loro e caratterizzati dall’assenza di dialoghi e dall’utilizzo della musica come unico filo conduttore. Private dal supporto di una trama, le immagini erano libere di scorrere irrefrenabilmente, senza una logica apparente, in maniera diretta dalla mente del loro creatore. Questo processo creativo era molto simile all’automatismo psichico utilizzato dai surrealisti per la realizzazione delle loro opere, e perciò Dalì accolse l’idea.
La trama che ne risultò racconta il travagliato viaggio, attraverso scenari onirici e sempre mutevoli, di una fanciulla che rincorre il suo amore, il Tempo. Un susseguirsi armonioso e allo stesso tempo inquietante di immagini sempre nuove, che spiazzano lo spettatore con scenari sempre più inusuali. Tra creature fantastiche, rovine antiche, città utopistiche, elementi della cultura classica e della cultura pop, compare tutto il mondo eclettico e fantasioso del padre del surrealismo, reso reale dall’abilità creativa di Walt Disney.
Per ben due anni i due lavorarono con dedizione a Destino, ma purtroppo il progetto ebbe vita breve; la Walt Disney infatti venne colpita da una grave crisi finanziaria agli esordi della Seconda Guerra Mondiale e Destino venne abbandonato.
Il disegnatore incaricato, però, fece in tempo a creare un breve test di animazione della durata di pochi secondi, nella speranza che venisse recuperato in futuro e portato al compimento.
Dopo alcuni anni, terminata la guerra e superata la crisi finanziaria, la Walt Disney si riprese, ma il progetto di Dalì e Disney non venne più ripreso e restò totalmente abbandonato per più di cinquanta anni.
Nel 1999, il nipote di Walt Disney, Roy Edward Disney, mentre stava lavorando al progetto di Fantasia 2000, riscoprì il test e rimase talmente colpito dal suo contenuto che decise di terminarlo, e per fare ciò incaricò gli studios Disney di Parigi, i quali unirono con grande abilità il disegno tradizionale ad alcuni elementi del digitale.
Finalmente nel 2003 Destino vide al luce, dopo un duro lavoro di decifrazione degli storyboard di Dalì, ricchi di simboli e riferimenti criptici, per i quali vennero utilizzati anche i diari scritti dalla moglie, Gala.
Il risultato è un’opera unica nel suo genere, dove riescono a fondersi armoniosamente lo stile fiabesco di Walt Disney, e l’inconfondibile tratto suggestivo ed eccentrico di Salvador Dalì.