Il Raffaello dell’Ambrosiana. In Principio il Cartone

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È giunto a termine il restauro del Cartone Preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello, conservato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano che da secoli custodisce tesori inestimabili d’Arte, come parte del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, La Canestra di Frutta di Caravaggio e, appunto, il Cartone Preparatorio per eccellenza. Trattasi infatti dell’opera di questo genere più grande pervenutaci fino ad oggi dal Rinascimento, misura 285×804 centimetri. Visto l’importanza dell’opera, l’Ambrosiana, in collaborazione con la Fondazione Fiera Milano, ha ritenuto doveroso promuovere la messa in restauro del capolavoro, diventando la prima promotrice e tutelatrice di un tassello fondamentale della Storia dell’Arte. Il progetto di valorizzazione e il  nuovo allestimento, in cui l’opera verrà inserita, saranno mostrati al pubblico internazionale il 27 marzo 2019 con l’evento espositivo realizzato ad hoc Il Raffaello dell’Ambrosiana. In Principio il Cartone. 

Interamente realizzato dalla mano di Raffaello come disegno preparatorio della Scuola di Atene, la scena più conosciuta degli affreschi che decorano la Stanza della Segnatura in Vaticano. L’intervento di restauro, durato quasi cinque anni, è stato sostenuto dal contributo della società RaMo SpA, per volontà del Fondatore Giuseppe Rabolini e ha visto coinvolti numerosi team tecnici tra cui l’Istituto Superiore per il Restauro dei Musei Vaticani, la Soprintendenza di Milano e il Comitato Scientifico della Biblioteca Ambrosiana. Al termine delle operazioni di restauro, dirette e coordinate da Maurizio Michelozzi, il Cartone verrà inserito in una nuova teca ospitata in una sala dedicata e interamente riallestita. L’esposizione sarà accompagnata da un catalogo bilingue Ita./Ing. edito da Electa. L’arrivo in Ambrosiana dell’opera è da far risalire al 1610 quando fu acquistata dal cardinale Federico Borromeo nel 1626. Diventato subito prezioso materiale di studio per l’Accademia Ambrosiana delle Arti, l’utilizzo infatti dei cartoni preparatori serviva per riportare il disegno sull’intonaco fresco che diventava poi, asciugandosi e dipinto, l’affresco vero e proprio. 

(c) Veneranda Biblioteca Ambrosiana / Malcangi / Mondadori Portfolio

La commissione dell’opera risale al 1508, quando Papa Giulio II della Rovere affidò al giovane artista di Urbino la decorazione di una delle stanze dei suoi appartamenti privati in Vaticano, chiamata “Stanza della Segnatura”. La scena rappresentata è nota come Scuola di Atene ma il titolo più esatto sarebbe La Filosofia in quanto la stanza andava a rappresentare l’iconografia della Filosofia appunto, della Teologia, Giurisprudenza e la Poesia.
Nel dipinto finale, oggi ammirabile nel percorso dei Musei Vaticani, è presente una figura che nel Cartone dell’Ambrosiana è assente; una figura china e pensante oggi riconosciuta come Eraclio con le sembianze di Michelangelo che in quel periodo stava lavorando al capolavoro della Cappella Sistina e a cui Raffaello volle chiaramente onorarne il talento.

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