Palazzo Strozzi e la pausa dal contemporaneo

Fra le sale di Palazzo Strozzi torna in scena la grande tradizione. La mostra “Il Cinquecento a Firenze. Tra Michelangelo, Pontormo e Giambologna”, curata da Carlo Falciani e Antonio Natali, occuperà gli spazi del piano nobile fino al 21 gennaio 2018. Un’esposizione che si articola in diversi nuclei tematici con lo scopo di riproporre al pubblico una serie di grandi opere che per la prima volta trovano posto tutte contemporaneamente negli stessi ambienti, molte delle quali restaurate per l‘occasione. L’obiettivo dichiarato di una suddivisione delle sale “per argomento” è di natura didattica, sebbene i colori cupi dell’allestimento e la scelta di raggruppare le opere per tipologia (come, per esempio, nel caso della sala con le pale d’altare), possa risultare a tratti pesante e fin troppo scontato.

Una mostra che difficilmente potrebbe essere più fiorentina (e più comoda) di così. Una scelta certamente strategica in un momento di grande fervore per quanto riguarda l’attenzione al contemporaneo rivolta da Palazzo Strozzi; basti pensare, solo per citarne alcuni, ai casi di Ai Weiwei (settembre 2016 – gennaio 2017), Bill Viola (marzo – luglio 2017) e Marina Abramović che sarà ospitata nel prossimo 2018. Sembra quasi che la Fondazione abbia deciso di prendersi una pausa, un momento in cui dare al pubblico esattamente quello che si aspetta – e che probabilmente gli è mancato. Si tratta forse, in questo caso, di una mostra che risulta interessante non tanto per la proposta quanto piuttosto per i contenuti sui quali ovviamente non si può aver nulla da ridire. Ma arrivati a questo punto della programmazione e della progettazione delle mostre di Palazzo Strozzi, ci si potrebbe aspettare qualcosa in più nel modo di suggerire gli argomenti trattati, anche quando questi costituiscono le solide fondamenta su cui poggia tutta la storia del luogo in cui ci si trova.

Non resta quindi che godersi lo splendore di quello che viene servito in mostra, senza però avere la pretesa di trovare molto altro.