I freddi paesaggi invernali di Caspar David Friedrich

Caspar David Friedrich nasce a Greifswald nel 1774. L’artista, che rappresenta per noi uno dei più importanti esponenti del romanticismo tedesco, fin da subito si lega a questa corrente, che non trattava solo un dato stile pittorico, ma esercitava una grande potenza su tutta la vita di questi artisti. Il romanticismo per loro è una concezione di vita che vede il sentimento prevalere sulla ragione, che gli illuministi del tempo andavano tanto ricercando. L’uomo non ascolta più ciò che è giusto o sbagliato, l’uomo romantico ascolta se stesso, ascolta il suo io affidandosi ai sentimenti più profondi. Friedrich decide quindi fin da subito, di dedicarsi allo studio del paesaggio e studiarne così tutti i suoi aspetti cercando di approfondire il tema del rapporto fra uomo e natura.
Il paesaggio invernale che Friedrich va analizzando è quello della campagna tedesca, fatta da un orizzonte infinito e da elementi architettonici in rovina. Paesaggio invernale, del 1811, esiste in due versioni, una conservata al National Gallery di Londra mentre la seconda preservata al Museum für Kunst und Kulturgeschichte di Dortmund, in Germania. L’opera londinese raffigura un paesaggio tedesco immerso nella neve, un paesaggio che si manifesta nella sua solitudine, malinconia e desolazione. Le rovine di una chiesa gotica rimandano a un passato lontanissimo da noi, in primo piano delle rocce e un abete. Vicino, appoggiato alla roccia, un mendicante prega davanti a un crocifisso che rispetto all’uomo appare enorme e con esso tutta la natura circostante. Ancora una volta Friedrich vuole dirci quanto noi siamo piccoli davanti alla maestosità della natura.
Del 1817-19 un’altra opera dell’artista ci riporta le stesse suggestioni: Chiostro del cimitero nella neve. Il quadro distrutto nel 1945, durante la seconda guerra mondiale, è arrivano fino ai giorni nostri grazie a delle fotografie. L’opera riporta ancora una volta quelle stesse suggestioni incontrate nell’opera precedente: le rovine di una chiesa gotica, gli immensi alberi spogli in primo piano, le lapidi, che emergono dalla candida neve bianca e i monaci, uniti in una processione, ci appaiono ancora una volta piccolissimi rispetto alla grandezza del paesaggio invernale che fa da protagonista. Friedrich ricerca sempre questo nelle sue pitture, una suggestione che diventa ancora più profonda grazie alle fredde giornate invernali dove la luce fioca riflette i suoi deboli raggi sul suolo silenzioso.