MUSEION: la mostra “Hämatli & Patriæ” di Nicolò Degiorgis

È visitabile, fino al 14 gennaio presso gli spazi espositivi di Museion la mostra del curatore ospite 2017/18. L’anno scorso questo curatore portava il nome illustre di Francesco Vezzoli, complice dell’aver portato, nel piccolo capoluogo dove Museion ha sede, una ventata di freschezza internazionale e concettualmente avanzata.
Dal 16 dello scorso settembre è invece possibile visitare la mostra dal titolo “HÄMATLI & PATRIÆ” del giovane Nicolò Degiorgis. Classe 1985, Degiorgis è laureato in Lingue Orientali presso l’università Cà Foscari di Venezia. Oggi è invece professore di fotografia artistica presso l’Università di Bolzano e porta le sue lezioni anche all’interno delle carceri locali. Vincitore del prestigioso premio per il miglior libro d’autore al Festival Recontres d’Arles edizione 2014 con l’elaborato “Hidden Islam”.
La mostra, che occupa tutto lo spazio del panoramico ultimo piano di Museion, che per l’occasione è stato allestito con un’imponente e organica struttura architettonica interna che gioca con quinte create da pannelli e opere come la gigantografia della foto oramai divenuta famosa di Luca Turi che raffigura l’arrivo della nave Flora carica di migranti. La mostra indaga i concetti celati dietro le parole “Heimat” e “patria” dando una propria idea riguardo la contemporanea situazione sociale europea e non solo. La mostra infatti coinvolge tutti gli aspetti culturali riguardanti il tema di patria, ripercorrendo, attraverso opere, video, documenti e pubblicazioni quelle che sono state le più grandi migrazioni contemporanee. Con una leggera vena politica la mostra riesce comunque ad avvicinare in maniera imparziale ed appassionante al tema che più di tutti oggi sembra muovere il mondo dell’arte contempornea, dandoci celatamente i mezzi per poter avere un’opinione personale e fondata su ciò che oggi accade a riguardo.

Installazione modulare di Luca Trevisani “Devi Urlare in un Bosco per Sentire l’Eco”
Immagine del video del duo danese Superflex “Kwassa Kwassa”

In copertina: Vista panoramica della mostra con la fotografia di Luca Turi e l’operazione modulare di Luca Trevisani “Devi Urlare in un Bosco per Sentire l’Eco”.