Margaret Keane e i suoi “Big Eyes”

Le persone odiano i miei quadri oppure li amano. Non sembra esserci via di mezzo.
-M.K.

Margaret D. H. Keane, all’anagrafe Peggy Doris Hawkins è un’artista e pittrice statunitense che negli anni sessanta divenne famosa in tutto il mondo per un caso di furto artistico di cui è stata protagonista insieme al marito dell’epoca, Walter Keane.
Nata nel sud degli Stati Uniti, più precisamente a Nashville il 15 settembre 1927, fin da giovane Margaret esprimeva le sue inquietudini, la sua insicurezza attraverso il disegno e la pittura, dipingendo con tratto delicato occhi grandi, irreali, lucidi: “All’inizio facevo ritratti di bambini, e naturalmente i bambini hanno grandi occhi. Per qualche motivo, hanno cominciato a diventare sempre più grandi. Poi, quando ho iniziato a dipingere i bambini immaginari invece di quelli reali, gli occhi sono diventati ancora più grandi.
Non per nulla la caratteristica principale delle opere di Keane sono gli occhi da cerbiatto dei suoi soggetti, grandi e sproporzionati rispetto ai volti.

Margaret D. H. Keane, artista e pittrice statunitense

Negli anni ’50 Margaret si trova a San Francisco dopo essere fuggita da un matrimonio infelice; qui sta cercando di vendere i suoi dipinti per pochi spiccioli quando incontra Walter Keane. I due si sposano e Walter comincia così ad escogitare una delle più proficue speculazioni commerciali della storia americana: riservò per sé gli oneri e gli onori della pittura della moglie. In quegli anni le opere di artiste donne presenti nelle collezioni museali erano scarse: “la donna non vende l’arte”, così Walter Keane convinse la moglie a dipingere nell’ombra e lui riuscì a far credere al mondo intero di essere il creatore di quei bambini dagli occhi grandi. Margaret visse per una decina d’anni rinchiusa nel suo atelier, 16 ore al giorno dedicate a soddisfare le commissioni che le imponeva il marito: «Fanne uno con un costume da clown. Oppure: fai due bambini su un cavallo a dondolo. Un giorno ebbe l’idea che avrei dovuto fare un enorme dipinto, quello che sarebbe stato il suo capolavoro, da appendere al palazzo delle Nazioni Unite o da qualche altra parte. Ci ho messo un mese per farlo».
Il “capolavoro” venne intitolato “Tomorrow forever”. Rappresentava un centinaio di bambini tristi dagli occhi grandi di ogni etnia e venne appeso nel 1964 all’Esposizione Universale di New York nel padiglione dedicato all’istruzione.

“Tomorrow forever” 1964, presentato all’Esposizione Universale di New York nel padiglione dedicato all’istruzione

Stanca di quella situazione, nel 1970, Margaret lasciò il marito e si trasferì alle Hawaii, dove partecipò a una trasmissione radiofonica di Honolulu, dalla quale annunciò al mondo intero l’inganno di Walter Keane e che lei era la vera creatrice dei dipinti.
Quando l’artista denunciò il marito per diffamazione alla Corte federale, in un episodio famoso il giudice ordinò a entrambi di creare nell’aula di tribunale un dipinto rappresentante un bambino dagli occhi enormi, in modo da poter determinare chi dei due stesse dicendo la verità. Walter si rifiutò di completare l’opera menzionando un dolore alla spalla, mentre Margaret completò il suo dipinto in 53 minuti. Dopo un processo durato tre settimane, la giuria giudicò Walter colpevole e lo condannò a risarcire Margaret per 4 milioni di dollari per i danni ricevuti.
Nel periodo in cui viveva all’ombra dell’ex-marito Walter, le opere dipinte da Keane tendevano a rappresentare bambini tristi, circondati da ambienti oscuri. Dopo aver lasciato l’ex-marito ed essersi trasferita alle Hawaii, le sue opere iniziarono ad avere uno stile più felice e luminoso.

“Senza nome”, 1962
“Senza nome”, 1962
“City girl”, 1992
“City girl”, 1992

Nel 1992 vede finalmente la luce la Keane Eyes Gallery (www.keane-eyes.com) che la colloca ancora oggi come una delle artiste più prolifiche al mondo e un’icona del riscatto dell’arte al femminile; i suoi dipinti sono conservati nei musei di tutto il mondo.

Consiglio di cinefila:

Nel 2014, alla storia di Margaret viene dedicato un film, intitolato non a caso “Big Eyes” e diretto dal visionario Tim Burton. La pellicola è incentrata sul divorzio e sul processo seguente che coinvolsero Margaret Keane e il marito negli anni Sessanta. Un film che merita, ve lo assicuro!