SMART CITY  a Mestre

M9, il Museo del Novecento di Mestre, non è innovativo soltanto per il suo contenuto, ma soprattutto, per la sua sostenibilità.
Nel 2010 Fondazione di Venezia ha lanciato il concorso internazionale per la progettazione del museo e chiedendo a prestigiosi studi di ideare un intervento sostenibile, per trasformare un ex convento tardo cinquecentesco in un esempio di smart city. Lo studio berlinese Sauerbruch Hutton, noto per la sostenibilità dei criteri progettuali, propose soluzioni strutturali e impiantistiche all’avanguardia per ridurre il fabbisogno energetico, affinché il museo potesse diventare un caso esemplare. L’idea di proporre un edificio dalla volumetria integrata con l’impianto urbano della città e l’intuizione di disegnare nuovi spazi pubblici e accessi per una piena permeabilità dell’area, fecero vincere il concorso allo studio. Il disegno progettuale risponde agli aggiornati canoni della smart city e non si ferma dunque al museo, ma apre le sue strade a tutta la cittadinanza. La struttura, infatti, dona un nuovo modo di fare commercio che, grazie all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia permette al cliente di usufruire di esperienze di acquisto nuove e personalizzate in uno spazio prestigioso; offre l’opportunità di sviluppo sociale ed economico, attraverso l’organizzazione di numerosi eventi culturali; dona alla cittadinanza numerose prospettive future come l’ipotesi della realizzazione di 12 isole digitali comprese in tracciati ciclabili con il servizio bike sharing, ma regala anche intrattenimento culturale e tecnologico a tutti, cittadini e turisti, attraverso connessione gratuita a larga banda attraverso la quale è scaricabile ed utilizzabile l’app di M9 per interagire con il museo, totem tecnologici e panchine con presa USB. Inoltre M9 sarà uno dei primi distretti italiani a ottenere la certificazione di sostenibilità ambientale ed energetica LEED Gold (Leadership in Energy and Environmental Design).

E voi, avete già visitato l’M9 e la sua città intelligente?