L’innata maestria dello scultore Luigi Prevedel e il suo dono a Papa Francesco
Roma, 13 settembre 2017

In occasione dell’udienza generare in piazza San Pietro, l’artista trentino Prevedel Luigi ha donato al Santo Padre una scultura in Marmo di Carrara, grande al vero, di ben undici quintali, il cui soggetto è stato concepito al fine di sensibilizzare le coscienze riguardo al dramma dei migranti.

Aylan (Alan Kurdi), bambino siriano trovato esanime sulla costa turca nel settembre del 2015, è qui rappresentato come simbolo e monito del dramma dei profughi. L’immagine di quel corpicino immerso per metà nella sabbia ha sconvolto il mondo, ecco perché l’artista ha deciso di rendere il suo corpo nel marmo in fine iperrealismo, mantenendone l’espressività tragica. L’Angelo al suo fianco è così giunto per accogliere in Paradiso l’anima di Aylan, e non potendo trattenere la disperazione si abbandona ad un pianto inconsolabile. Il suo viso e l’espressione sconvolta esprimono il dolore dell’umanità intera: il suo volto non è infatti quello di un angelo bambino, il cui pianto potrebbe somigliare ad un capriccio, ma è un dolore consapevole, maturo, conscio dell’innocenza del piccolo Aylan. Si volge al Signore chiedendo il motivo di questo ingiusto sacrificio, mentre sfiora il corpicino con una mano avvolta in un candido velo, simbolo di purezza.

epa04910104 Washed up body of a refugee child who drowned during a failed attempt to sail to the Greek island of Kos, at the shore in the coastal town of Bodrum, Mugla city, Turkey, 02 September 2015. At least 11 Syrian migrants died in boat sank after leaving Turkey for the Greek island of Kos.  EPA/DOGAN NEWS AGENCY ATTENTION EDITORSgraphic content 
ATTENTION EDITORS: PICTURE CONTAINS GRAPHIC CONTENT ; TURKEY OUT
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Prevedel è un artista autodidatta, avvicinatosi alla tecnica della scultura marmorea solo dopo vent’anni di attività come carpentiere e alla sua terza opera, è ormai chiara la sua incredibile capacità di modellare la dura pietra come fosse cera. La tecnica di lavorazione del marmo da lui ideata è unica nel suo genere: come insegnano i grandi scultori del passato il blocco di marmo dovrebbe in primo luogo essere sottoposto a una grossolana sbozzatura per poi procedere, progressivamente e “a forza di levare”, fino a rendere visibili i dettagli. Prevedel, contro ogni logica e ogni tradizione, estrae dal blocco il particolare già al suo più alto grado di finitezza, sommando alle già complicata attività della scultura marmorea la difficoltà del mantenere coerenti le proporzioni delle anatomie.

La sua capacità virtuosistica si legge soprattutto nell’elemento tecnicamente più complesso dall’intera opera, le ali dell’Angelo, di uno spessore talmente esiguo da permettere alla luce di attraversarle. Ciò che rendere uniche le sue opere è proprio la commistione tra il puntuale e talvolta, come in questo caso, truce realismo, e riflessioni a carattere espressivo, come il grottesco volto dell’Angelo dimostra.