Land Art: ieri, oggi e domani

Il 15 aprile 1969 viene trasmesso sul primo canale della tv tedesca il film “Land Art”.
Il nome del film, noto come abbreviazione di “Landscape Art” (arte nel paesaggio) nasceva dall’iniziativa di Gerry Schum, che con le opere di otto artisti americani ed europei aveva deciso di fare dell’arte un concetto completamente nuovo. Dal suo discorso introduttivo, il regista fa infatti fa emergere due importanti necessità, la prima era quella di far conoscere a un pubblico il più ampio possibile questa nuova forma artistica e di conseguenza le tendenze dell’arte del tempo e la seconda era quella di collocare le opere fuori dalla struttura della galleria eliminandole dal mercato stesso dell’arte. La Land Art era quindi un’arte che andava conosciuta, vista e sperimentata dal vivo e di queste opere le gallerie potevano solo conservare la parte di documentazione scritta e fotografica.

Ne fu un esempio la prima mostra sulla Land Art, intitolata Earth Works, avvenuta nel 1968 presso la Dwan Gallery di New York. Qui le opere di 10 artisti erano rappresentate da un unico filo conduttore ossia l’elemento della terra (dal titolo stesso della mostra); l’affluenza fu inaspettatamente numerose, poiché si percepiva chiaramente che qualcosa di assolutamente nuovo nel panorama artistico stava nascendo.

Una delle primissime opere di Land Art venne progettata nel 1955 da Herbet Bayer. L’artista, pur non volendosi definire precursore di questa corrente, realizza la prima scultura di terra concepita per un luogo specifico. Incaricato dall’Aspen Institute for Humanistic Studies di progettare un prato per il campus, Bayer concepì una struttura accessibile a piedi, dalla forma geometrica, allestita rimodellando il terreno.

Herbet Bayer, Earth Mound (1955), erba, Aspen Istitute for Humanistic Studies, Aspen

Di qui a seguire numerosissimi sono gli artisti che ancora oggi si legano a questa corrente, molti infatti con il volere di ripristinare luoghi talvolta inquinati lavorano sulla natura stessa creando opere per tutelare, proteggere e dare nuova vita ad ambienti deturpati dall’eccessivo uso umano; come per esempio fa Agnes Denes che nel 1982 all’estremità meridionale di Manhattan, su una superficie di 8000 mq inquinata da rifiuti, fa distribuire fertilizzante e semina grano; o Alan Sonfist che popone il recupero di una porzione di terreno newyorkese e con l’aiuto di un team di esperti lavora per riportare in superficie la vegetazione che vi era in territorio americano prima dell’arrivo dei coloni.
La Land Art oggi si occupa di temi quali il ripristino, il rispetto, la sostenibilità della natura stessa, tutte tematiche che ieri come oggi ci toccano da vicino.

Agnes Denes, Wheatfueld (1982), grano seminato e mietuto, 800 mq, Manhattan, New York
Agnes Denes, Wheatfueld (1982), grano seminato e mietuto, 800 mq, Manhattan, New York
Alan Sonfist, Time Landscape (1965-presente), vegetazione, 14 x 61 m, Greenwich Village, New York
Alan Sonfist, Time Landscape (1965-presente), vegetazione, 14 x 61 m, Greenwich Village, New York