La nascita del Simbolismo, fra Realismo ed Impressionismo

Il movimento simbolista si sviluppa a partire dal 1885 in Francia e rappresenta una reazione al Realismo e all’Impressionismo. La data di inizio del movimento si può collocare nel 1886 quando Jean Moreas, letterato simbolista, pubblica su “Le Figaro” il manifesto della poesia simbolista, dedicato anche all’Arte. A differenza del Realismo, i pittori simbolisti vogliono andare oltre la pura rappresentazione del visibile e analizzare temi del tutto nuovi, ricercando simbologie mitologiche e religiose che fino ad allora non erano mai state studiate. Proprio per questo motivo i soggetti sono di difficile lettura e quindi le opere sono decifrabili da un pubblico particolarmente colto e sensibile. Fra i precursori del movimento troviamo artisti come Gustave Moreau e Pierre Puvis de Chavennes.

Gustave Moreau, "Edipo e la Sfinge", 1864, Metropolitan Museum of Art, New York

I due artisti, legati ad un’esperienza impressionista cominciano ad inserire nei loro dipinti alcuni elementi che descrivevano come visioni di sogni interpretati attraverso simboli. A questo, proprio negli anni ’90 del XIX secolo in Francia, un gruppo di artisti chiamati Nabis e appartenenti appunto al filone del simbolismo, si raccoglie intorno alla figura di Paul Serusier, con l’intento di rinnovare la pittura. Questi leggendo le opere di Baudelaire e Mallarmé si definivano come una sorta di confraternita unita alla ricerca di una nuova sensibilità pittorica. Il tema passa proprio in secondo piano rispetto ai colori, che erano accostati per richiamare un significato più grande, prendendo ispirazione oltre che dagli artisti citati precedentemente, anche dagli affreschi italiani del Quattrocento ricchi di simboli e dalle stampe giapponesi.
Tra i principali pittori simbolisti possiamo trovare Odilon Redon, che pur essendo amico degli impressionisti, si allontana fin da subito da questi. Nei suoi dipinti la sua natura, il suo luogo felice, è il sogno, proprio qui l’artista può infatti cogliere gli aspetti più irrazionali e sfuggenti all’essere umano. Le pitture di Redon infatti non mancano di suscitare interesse negli artisti surrealisti che basano la loro ricerca sul sogno e l’inconscio.

Odilon Redon, "Pegaso e le Muse", 1900, Parigi, Collezione privata

Il simbolismo ha modo di interessare anche l’Italia, studiato soprattutto dai pittori divisionisti.

In Italia il movimento non ha lunga durata sviluppandosi dal 1891 al 1907 con la Biennale veneziana che ne segnò la fine. Fra questi ricordiamo Giovanni Segantini e Gaetano Previati.

Gaetano Previati, "La danza delle Ore", 1899, Collezione d’arte della Fondazione Cariplo

Come anche Baudelaire, ricorda:

«È un tempio la Natura, dove a volte parole escono confuse da viventi pilastri e che l’uomo attraversa tra foreste di simboli che gli lanciano occhiate familiari.»
– Charles Baudelaire, da «Corrispondenze», Les Fleurs du Mal.