La didattica del Bauhaus

Il Bauhaus, Istituto superiore di istruzione artistica, fu fondato a Weimar nel 1919 da Walter Gropius e, negli anni, operò a Dessau e a Berlino fino al 1933. Non fu soltanto una scuola di architettura, arte e design, ma rappresentò anche il punto di riferimento per tutti i movimenti legati al razionalismo e al funzionalismo tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, di cui gli stessi insegnanti furono figure in primo piano. Tuttavia la scuola fu costretta ad interrompere la propria attività con l’avvento del nazismo, ma la sua influenza è sentita ancora oggi.

Il fine ultimo dell’istituto era quello di promuovere un nuovo metodo educativo volto alla restituzione dell’antinomia arte-artigianato al mondo contemporaneo, integrando le diverse attività artistiche con armonia, partendo proprio dal loro insegnamento. Il percorso didattico era strutturato in due semestri, l’uno dedicato allo studio dei materiali, l’altro all’analisi della forma, anticipati da un semestre preliminare. Quest’ultimo, il “corso propedeutico”, fu ideato da Johannes Itten come riforma pedagogica. Il suo esperimento si basava sul percorso della didattica artistica come una continua associazione di coppie e di opposizioni, sia per quanto riguarda stile e linguaggio, sia relativamente a linee e colori: solo così si sarebbe trovata l’armonia smarrita, quell’equilibrio e quella totalità che erano stati persi dall’arte contemporanea.

Walter Gropius, schema concentrico degli insegnamenti al Bauhaus, 1922

La figura di Itten fu necessaria per lo sviluppo del Bauhaus nei suoi primi anni a Weimar, ma lasciò un’importante struttura per la sua crescita anche a Dessau e a Berlino. Infatti il suo contributo non formò gli studenti solo da punto di vista didattico, ma anche a livello spirituale e fisico: le sue lezioni avevano inizio con della ginnastica per il corpo, per poi passare allo studio della natura, dei materiali, del nudo e delle opere antiche, riflettendo sullo studio delle forme e dei colori primari, in cui lo studente era chiamato ad intuire ritmo, composizione e cromie. L’impatto delle sue lezioni fu notevole, tanto che influenzò artisti quali Klee e Kandinskij, suoi colleghi che tenevano corsi d’insegnamento artistico generale. Nonostante il successo ottenuto il Bauhaus fu costretto a chiudere la propria sede, riaprendo a Dessau nel 1926, periodo in cui l’organizzazione dei corsi subì numerose modifiche, tra cui anche l’inserimento di una nuova sezione dedicata all’architettura, ma gli aspetti portanti restarono riconoscibili. Non furono mai aboliti i laboratori, quali quelli di ceramica, tessitura, grafica, scultura e arredamento, ma ne furono inseriti di nuovi relativi al teatro e al disegno.

Johannes Itten fotografato da Paul Stockmar
Johannes Itten fotografato da Paul Stockmar
Johannes Itten, Studi sui colori e i loro accostamenti
Johannes Itten, Studi sui colori e i loro accostamenti

Le tendenze politiche nazionalsocialiste del consiglio comunale di Dessau imposero la chiusura della scuola nel 1932, trasferita dal nuovo direttore Mies van der Rohe a Berlino, ma la presa di potere nazista portò alla sua chiusura definitiva nel 1933. Tuttavia il patrimonio del Bauhaus continuò ad avere risonanza internazionale grazie all’attività dei suo insegnanti emigrati all’estero come Moholy Nagy che fondò il New Bauhaus negli Stati Uniti, Mies van der Rohe che diede vita all’Illinois Institute of Technology e Walter Gropius che riuscì ad esportare le proprie idee ad Harvard, Yale e all’Albers Black Mountain College.