La Biennale di Venezia in 5 padiglioni

Sabato 26 maggio 2018 è stata inaugurata la sedicesima Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, il cui interessante tema è Freespace: le curatrici Yvonne Farrell e Shelley McNamara raccontano che per loro lo spazio è pieno di opportunità, uno “spazio democratico, non programmato o libero per utilizzi non ancora definiti”, ma anche come area di analisi sulle “opportunità di enfatizzare i doni gratuiti della natura, come la luce e tutte le risorse naturali”. Così la Biennale di quest’anno presenta al pubblico nazionale e internazionale un ampissimo numero di opere che valorizzano le qualità essenziali dell’architettura, dalla modulazione alla materialità, raccontando la bellezza e le potenzialità di quest’arte: spazio qualitativamente ricco, libero e gratuito.
I partecipanti di questa edizione sono 71, a cui sono stati affiancati quelli raccolti in due “sezioni speciali”, Close Encounter, meetings with remarkable projects e The Practice of Teaching.

“Quando abbiamo scritto il Manifesto, volevamo che contenesse soprattutto la parola spazio. Volevamo scovare anche nuovi modi di utilizzare le parole di ogni giorno, che potessero in qualche modo portarci tutti a ripensare il contributo aggiuntivo che noi, come professionisti, possiamo fornire all’umanità. Per noi l’architettura è traduzione di necessità.”

Ecco dunque i 5 padiglioni della Biennale di Architettura 2018 che abbiamo amato, e che potrebbero incuriosire anche voi.

1. FRANCIA: Infinite Places Building or Making Places?

La mostra si sofferma sulle esperienze di riappropriazione di “luoghi infiniti”, per tentare di ridurre il divario tra la società e l’architettura: i curatori Encore Heureux, Nicola Delon, Julien Choppin e Sèbastien Eymard chiamano quindi il pubblico a partecipare, pensando al proprio luogo infinito, quali fabbriche, magazzini abbandonati, uffici dismessi, mentre analizza i nuovi e innovativi destini presentati dalle opere.

2. IRLANDA: Free Market

Questo è il paese di provenienza delle curatrici della Biennale di Architettura di quest’anno e si concentra sullo studio e sull’analisi dei cambiamenti che hanno subìto gli spazi commerciali del paese. I curatori Laurence Lord, Ola Murphy, Jeffrey Bolhuis, Jo Anne Butler, Tara Kennedy e Miriam Delaney propongono ai visitatori una nuova chiave di lettura di questi spazi, che possa rinvigorirli e valorizzarli come luoghi di aggregazione.

3. OLANDA: Work, Body, Leisure

Paese che ci ha stupito. In quest’esposizione la tecnologia scende nel campo dell’architettura, ma trattando soprattutto le configurazioni spaziali, le condizioni di vita e le nozioni del corpo umano generate dai cambiamenti dirompenti nell’etica e nelle condizioni del lavoro. Un padiglione tutto da scoprire.

4. PAESI NORDICI: Another Generosity

L’esposizione dei Paesi Nordici pone numerose domande al pubblico, relative all’amalgamarsi di architettura e mondo naturale: la contemporaneità plasma il mondo, ma in che modo? L’esposizione si interroga su come l’architettura possa favorire la creazione di un mondo in grado di sostenerne la coesistenza.

5. SPAGNA: Becoming

Altro padiglione che indaga la relazione tra tecnologia e architettura, ma in una chiave totalmente diversa: il progetto è infatti destinato a vivere sia nella dimensione fisica che in quella virtuale, ovvero quella di un sito web.

La Biennale di Architettura sarà aperta fino al 25 novembre 2018 ai Giardini, all’Arsenale e in numerose altre location veneziane.

Per info e maggiori informazioni: http://www.labiennale.org/it/architettura/2018