Josephine Cardin: l’Arte come terapia

L’arte è un mezzo attraverso cui esprimere una parte di sé: desideri, sogni, sentimenti, ma anche paure, disagi, preoccupazioni; ed è proprio qui che troviamo Josephine Cardin. Nata a Santo Domingo e cresciuta nel sud della Florida, oggi lavora come fotografa a New York. Sin da piccola si dedica alla danza, mostrando grandi capacità a tal punto da far credere che sarebbe diventata la sua carriera primaria. Nonostante si sia poi avvicinata alla fotografia, la danza ha avuto e ha tutt’ora un ruolo importante nei suoi lavori in cui unisce il movimento alla pittura e all’illustrazione, che racchiude poi in un’unica opera data dalla fotografia. I protagonisti delle sue opere sono per lo più ballerini e, molte volte, lei stessa, che decide di posizionarsi di fronte all’obbiettivo.
Attraverso la fotografia Cardin, ha deciso di indagare la sensibilità umana e tematiche come la solitudine, la malinconia, l’isolamento attraverso un dialogo visivo tra il soggetto delle fotografie e l’artista. Il suo lavoro infatti è principalmente ritrattistico ed ha lo scopo di mostrare le paure comuni delle persone che sono poi paure anche dell’artista. Cardin vuole mostrare al mondo le sue opere per dare un messaggio d’aiuto e contribuire a superare questi ostacoli attraverso l’arte.

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Nel 2016 realizzò una serie dedicata agli attacchi di panico. Per chi è stato, purtroppo, protagonista di questi episodi sa la paura e la vergogna che si provano in questi casi. Pochi secondi o qualche minuto in cui il corpo e la mente sono sconvolti dall’incontro improvviso con le paure umane più profonde: la malattia, la morte. Tutto ciò si riversa poi in una paura continua che congela la vita quotidiana, rendendo impossibili anche le attività più semplici. Un attacco di panico è un episodio breve ed intenso in cui si sperimenta ansia acuta, che insorge in modo improvviso e che comporta sintomi fisici ma soprattutto psicologici.
Dice Cardin sul suo sito: “È così che ci si sente durante un attacco di panico. La prima volta mi è capitato quando avevo circa 11 anni. Per oltre un decennio non sapevo nemmeno che ci fosse un nome per quello che mi capitava: mi sembrava che il cuore mi sarebbe uscito dal petto, e tutto intorno a me diventava sfocato. Sentivo un senso di vertigine e mi sentivo come se improvvisamente avessi dimenticato come respirare. Sono fortunata ad aver cercato aiuto, ma per 6 milioni di americani questa è una lotta costante.”

Le fotografie sono raccolte nel progetto artistico Feels Like: qui Cardin utilizza la fotografia per esorcizzare questa paura ed utilizzare l’arte in modo “curativo”. La serie è composta da scatti in cui alla fotografia si unisce la tecnica del disegno col carboncino, penne e matite per poter rappresentare i sintomi della paura associata agli attacchi di panico. Ogni ritratto raffigura un momento ben preciso, la sensazione di uscire da sé (la depersonalizzazione), il soffocamento, l’ansia, la paura e così via.

“Imparare a conoscere e condividere la mia esperienza con altri che l’hanno vissuta è ciò che mi ha aiutato a superarla, e spero che questo progetto possa spronare coloro che ancora ne soffrono a cercare aiuto e scoprire che non sono soli”.

Nonostante in questa serie l’uso del colore sia limitato al bianco e nero, la fotografia di Cardin è caratterizzata dall’uso di un colore sempre vivo, prepotentemente presente, anche se tenue delle volte, avendo a tratti un tono delicato. Si possono considerare i suoi lavori come una perfetta congiunzione di fotografia di qualità e postproduzione.
Cardin lavora cercando di realizzare più scatti possibile in modo da poter avere una vasta scelta per creare una serie di immagini che “funzionino fra loro”. Cerca di non dare eccessivamente importanza ad un luogo o ad una impostazione ben precisa, lasciando maggiore spazio alle emozioni generate dalle immagini.

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