L’Inverno visto da Alfonse Mucha

È tornato l’inverno, e con esso la voglia di chiudersi in casa, magari a leggere un libro o a guardare un film (probabilmente natalizio) con le coperte tirate fin sopra le orecchie. Questo è quello che farei io per lo meno. La mia personalissima interpretazione dell’inverno. Ma ci sono persone, molto più creative di me, che dando all’inverno la loro personale interpretazione hanno creato dei capolavori. Uno di questi è Alphonse Mucha.
Alla fine dell’800 realizza la serie delle quattro stagioni e a differenza di alcuni suoi “colleghi” che rappresentano le stagioni (e in particolare l’inverno)  riproducendo i loro paesi natii ricoperti dalla neve e circondati dalla magica atmosfera invernale, Mucha le interpreta raffigurandole come delle bellissime donne, soggetto che d’altronde sembra essere molto caro all’artista che lo utilizza anche per raffigurare pietre preziose o addirittura le arti.
Per Mucha la donna è l’emblema della bellezza e della natura, e in questo ciclo di quattro opere affianca a ciascuna stagione i suoi fiori che come la vita e i suoi cicli appunto, maturano, fioriscono, appassiscono per poi nascere ancora e ancora.

L’Inverno, il protagonista di oggi, assume le sembianze di una donna che cerca di coprirsi, e non credo che sia per il freddo dal momento che queste figure sembrano veleggiare in un’atmosfera altra, intoccabili dal mondo esterno seppur protagoniste di esso, no, penso che trattandosi di stagioni, si copra piuttosto perché sopraggiunta alla piena maturità di se, prossima ad appassire. Pronta a concludere il suo ciclo vitale per poi rinascere in una radiosa primavera che invece si erge in tutta la sua bellezza, affiorando da uno sfondo floreale di rimembranze botticelliane. Noi tutti conosciamo questo grandissimo artista come il maestro dell’Art Nouveau, la cui produzione conta numerosissime opere che vanno dalle grafiche ai manifesti pubblicitari. Il suo stile richiama fortemente lo stile nipponico che in quegli anni era diffusissimo in Europa, conseguenza dell’apertura dei traffici commerciali del Giappone con il resto del mondo. D’altronde il Giapponismo diventerà protagonista nelle tele di numerosi grandi maestri operanti tra la fine dell’800 e i primi ‘900. E i lavori di Mucha che un tempo coloravano le grigie strade delle più grandi città ora vengono riprodotti in qualsiasi formato. Un’artista intramontabile.

Le quattro stagioni