Identity Interaction: un’identità tesa alla perfezione

Sabato 12 maggio è stata inaugurata l’esposizione Identity Interaction frutto della sinergica collaborazione di tre giovani artisti che, in occasione dell’evento hanno deciso di far convergere le loro ricerche a un unico risultato efficace e comunicativo.

Ahad Moslemi (Téhéran, 1983), Alice Mestriner (Treviso, 1994) e Giovanni Pozzobon (Treviso, 1994) rispettivamente due visual artist e uno scultore. Un’esposizione che raccoglie in sè più strati di interazione realizzando una profonda indagine sui temi di Identità, Presenza/Assenza e Contemporaneità.
L’interazione avviene in primis tra gli artisti che hanno deciso di mettere in dialogo le loro poetiche e, di conseguenza, le loro opere per un fine comune. Le identità degli artisti sono differenti e lo sono anche i risultati delle loro attività di ricerca individuali. Ponendosi in dialogo, facendo convergere i loro singoli monologhi, essi hanno però dato vita a un’indagine che intende svelare le principali caratteristiche nella formazione e nella ricerca della condizione dell’identità contemporanea.

Ahad Moslemi
Ahad Moslemi
Giovanni Pozzobon
Giovanni Pozzobon
Alice Mestriner
Alice Mestriner

L’obiettivo della congiunta ricerca dei tre artisti è quello di indagare l’identità dell’uomo contemporaneo, la quale, secondo essi, risulta mutevole, tesa alla trasformazione e alla crescita. Nell’uomo d’oggi vige una tensione alla perfezione, scandita dall’asserzione “io sarò” anziché “io sono”, questo implica una definizione continuamente protesa a un “prossimo sè” da parte degli individui.
L’esperienza individuale dei tre artisti è stata posta in dialogo negli spazi di Villa Memo Giordani Valeri (Quinto di Treviso), creando un racconto visivo che ricostruisce la teoria identitaria da loro elaborata. I progetti risultano singole installazioni che, contestualizzate, abitano in comunione gli spazi dell’ambiente disabitato come fossero tracce di un vissuto giunto alla sua destinazione. Testimonianze di un tempo che non può essere rivissuto se non ridando vita ai suoi spazi.

Opere contemporanee tra loro, esito concreto di singoli monologhi che creano un sinergico dialogo tra loro, con la propria identità e con la società. Installazioni che interagiscono ridefinendo lo stato delle cose e dei legami. Esse ricreando nuovi contesti, generano una base teorica alla definizione identitaria del nostro vivere.
La collaborazione efficacie e fortuita ha spinto i tre artisti a fondere le proprie ricerche una seconda volta. Il 26 maggio, infatti, sono stati invitati a esporre un proseguo di Identity Interaction nello spazio di Libreria Ubik di Castelfranco Veneto in occasione del festival Sottosopra che trova in sabato 26 maggio l’apice della sua vitalità.