I gioielli di Stabiae

Pompei ed Ercolano sono tappe obbligatorie per gli amanti dell’arte e dell’archeologia, ma di una bellezza sconvolgente sono le due ville a Castellammare di Stabia: villa Arianna e villa San Marco. Ancora poco frequentate dal turismo di massa, che sta lentamente consumando gli altri principali siti archeologici campani, queste due ville si trovano in quella che fu la zona prediletta dai romani, in un ambiente rurale perfetto per l’otium e lontano dall’urbe. Gli scavi più imponenti si conclusero parzialmente – considerati i continui rinvenimenti – verso il 1962; questo ha consentito un elevato status di conservazione degli affreschi e dei mosaici, che presentano ancora oggi i vividi colori utilizzati fino all’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. ed è anche stato recuperato un elevato numero di reperti archeologici.

Ingresso della villa San Marco - PH: Marta Angi

Sono stati riportati alla luce solo 6mila m² di questa villa residenziale, che ha una vastità complessiva di 11mila m². Come la maggior parte delle ville rustiche appartenute ai liberti romani, la villa è caratterizzata da un ingresso tetrastilo e un ampio atrio con impluvium, per la raccolta dell’acqua piovana. Grazie all’elevato status di conservazione di questi ambienti si può ancora oggi ammirare la simulazione marmorea affrescata sulle pareti e i gli affreschi in 2° stile pompeiano. Al centro di tutti gli ambienti termali e di primo utilizzo, quali la cucina ed i cubicola, si trova l’enorme portico colonnato con una decorazione a grandi riquadri color ocra e rosso, zoccolatura nera e pavimentazione mosaicata. Al centro del giardino, una piscina rettangolare che termina in un ninfeo.

Peristilio della villa San Marco - PH: Marta Angi
Particolaredella villa San Marco - PH: Marta Angi

Poco distante dalla villa di San Marco, si trova la villa più antica di Stabiae (II sec. a.C.), costruita sull’estremità panoramica del monte Varano e di vastità pari alla precedente. Anche per questa villa lo status di conservazione è inestimabile, grazie anche al re-interramento eseguito dopo la prima campagna di scavi del 1760. La denominazione Arianna si deve alla scoperta di un affresco parietale a tema mitologico rinvenuto duranti gli scavi del 1950, grazie ai quali si è potuta mappare una pianta estremamente complessa, formatasi in seguito a molteplici ampliamenti di ambienti e strutture. Anche qui l’atrio presenta un impluvium mosaicato ed una decorazione figurativa e naturalistica caratteristica del 3° stile pompeiano. Questa villa presenta degli affreschi di nicchia ed estremamente delicati, come ad esempio nella decorazione a piastrelle e nelle raffigurazioni di Flora, Diana, Medea e Leda (esposte al Museo archeologico di Napoli).

Affreschi di Villa Arianna - PH: Marta Angi

Note:

  • Otium: ozio;
  • Impluvium: vasca per acqua piovana, sovrastata da un lucernaio sorretto da quadriportico;
  • Cubicola (pl): stanze da letto.