Propositi per l’anno nuovo: la cultura nel territorio | Casa di cultura Goffredo Parise

Grandi musei, grandi città, grandi spostamenti. La società moderna ci invita (o ci impone?) a pensare a contesti macro facendo così trascurare i contesti micro, quelli territoriali. È bene non generalizzare, il contesto museale italiano vanta uno sviluppo del tutto particolare e diverso rispetto agli altri paesi europei, proprio a causa della sua stessa storia fatta da continui cambiamenti e di guerre. In Italia la cultura non si trova compressa in un unico grande museo centrale come può esserlo il Louvre, bensì si trova disseminata in diversi paesi talvolta dimenticati. Per riuscire a comprendere l’autentico patrimonio del Bel paese l’unica soluzione è quella di prendere i mezzi e girare; visitare i paesi e capirne le tradizioni e storia.

Il focus di oggi riguarda un contesto trevigiano appunto non troppo conosciuto ma molto importante dal punto di vista culturale: la casa di Goffredo Parise a Ponte di Piave (TV). Il noto scrittore e poeta decise di trasferirsi nella casa di Salgareda nel 1984 per trascorrere gli ultimi anni della sua vita prima di andarsene a causa di una malattia nel 1986. Una delle sue volontà fu quella che la sua dimora diventasse una casa di cultura “per studi”, che fosse aperta agli studiosi e a tutti coloro che volessero visitarla e che il suo giardino ospitasse le sue ceneri. 

Attualmente il piano superiore ospita la biblioteca comunale con una ricca selezione di libri e attività volte ai bambini, oltre che a un ampio spazio dedicato alla storia e all’arte veneta. Tuttavia, l’aspetto più interessante è rappresentato dal piano inferiore, la vera e propria casa in cui Parise visse. I suoi successori hanno fatto in modo di mantenerla quanto più intatta possibile, lasciando quindi esposti i suoi libri e le numerose opere d’arte che gli amici di Parise (nonché noti artisti dell’epoca) gli regalarono.  Tra le tante opere presenti menzioniamo le tele di Schifano, Mario Ceroli, Filippo de Pisis, Peter Saul, una riproduzione in gesso di un’opera di Brancusi da lui acquistata e una poesia di Montale. I nomi però solo nomi se non relazionati al il luogo in cui essi vivono e il caso della dimora di Parise è quanto mai emblematico. Tutte collocazioni delle tele e dei libri hanno un senso, sono lì in quanto avevano un particolare rapporto sia con la collocazione scelta, sia con la vita stessa di Goffredo. Per capire la figura del poeta diventa quanto mai necessario vedere i luoghi che lui ha abitato e vissuto in un’ottica di comprensione relazionale con tutto ciò che lo circondava. Lo studio delle opere va comunque fatto, beninteso, ma la forza di questo luogo è proprio il triplice valore cui si va incontro: il valore di Parise poeta e uomo, il valore delle opere stesse e il valore della relazione tra le opere e Parise.  Il vicino comune di Salgareda ospita anche la “casetta rosa”, altra dimora di Parise in cui egli traeva ispirazione per i suoi scritti. Ubicata nella riva del fiume Piave, l’apparato bibliografico autentico lì conservato è stato rovinato dal maltempo dello scorso 30 ottobre. C’è stata un’operazione di salvataggio dei documenti e di un imminente ripristino dell’ordine all’interno della dimora.

Vediamo quindi come in un territorio fuori dai grandi centri si celino contesti così importanti che meritano di essere conosciuti e valorizzati.

La dimora di Parise è visitabile durante gli orari di apertura della biblioteca.

INFO: www.goffredoparise.it