Gli 8 motivi per cui amiamo la Fondazione Sandretto Re Reabaudengo

Perché amiamo la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo? Ecco 8 motivi per cui la ammiriamo e, perché no, che ci spingono ad adottarla come modello.

1. È GIOVANE

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è giovane, anzi, giovanissima. In tutti i sensi. Nata sotto il segno dei Millenials, è ambiziosa, tecnologica e innovativa, forse anche un po’ audace (e ci piace!). Torino le ha dato i natali nel 1995 all’interno di un piano di recupero di strutture industriali, tanto che è sorta sulle ceneri della Fergat, ma, sorpresa, ha anche una seconda sede a Guarene d’Alba. Inoltre è tra le prime fondazioni private aperte in Italia, che prende avvio da una collezione di arte contemporanea. Ma è giovane anche per la sua capacità di sostenere i giovani (non solo artisti!). Infatti è attivo “Campo”, un corso per giovani curatori, che è anche residenza di viaggio. Non ci credi? Parola di lupetto. Ed è avviato anche un programma di Residenza per Giovani Curatori Stranieri.

2. È FEMMINA

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo ne è la Fondatrice e la Presidente. Membro dell’International Council e del Friends of Contemporary Drawing del MoMA di New York, dell’International Council della Tate Gallery di Londra, del Leadership Council del New Museum di New York, dell’Advisory Committee for Modern and Contemporary Art del Philadelphia Museum of Art e del Consiglio Culturale del Magazine Cartier Art, ha dedicato la maggior parte della sua vita all’Arte. Ma non solo. Ha ricevuto numerosi premi quali il “Montblanc Arts Patronage” Award (2003), il Premio “Marisa Bellisario” (2005), il Premio “Donna” conferito dall’Associazione Donne nel Turismo (2005); riconoscimenti come quelli di Ufficiale della Repubblica (2005) e di “Cultore dell’Architettura” conferito dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Torino (2007); e il titolo di “Chevalier del ’ordre des Arts et des Lettres” conferito dalla Repubblica Francese (2009)! Insomma, donna in carriera, moglie, madre, collezionista: Patrizia Sandretto Re Rebaudengo ci sveli il suo segreto.
Ma la Fondazione è femmina anche per il suo Premio StellaRe, tutto dedicato alle donne che hanno contribuito a tracciare nuovi sentieri, specialmente nell’ambito della società contemporanea. Per assegnare il premio è nato il Circolo StellaRe, composto, tra le altre, dalla biologa Elizabeth Blackburn, dalla Signora della cultura veneziana Franca Coin, dalla Direttrice del corso di Laurea in Design della moda e Arti multimediali dell’Università Iuav Maria Luisa Frisa, ma anche da Fabiola Giannotti, Martina Mondadori, Anne-Marie de Weck.

Donne, che state aspettando?

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

3. MA È ANCHE MASCHIO

Francesco Bonami ne è direttore onorario. Proprio lui. Critico d’arte e curatore di fama internazionale, direttore della cinquantesima edizione della Biennale di Venezia (2003), direttore della collana Supercontemporanea di Electa e autore, tra gli altri, di “L’arte nel cesso”, “Lo potevo fare anch’io”, “Maurizio Cattelan: autobiografia non autorizzata”. Chi meglio di lui potrebbe essere il Direttore Artistico della FSRR?

4. È CONTEMPORANEA

Come abbiamo già visto la collezione della Fondazione è relativa all’Arte Contemporanea. Ma sono numerose anche le mostre temporanee che permettono il dialogo tra antico e contemporaneo e quelle che indagano una nuova creatività: le proposte non sono banali e scontate, in pieno Stile Sandretto. Sì, ma non è contemporanea solo nella collezione (la FSRR è sempre un passo avanti!). Infatti commissiona spesso nuove opere invitando gli artisti ad utilizzare la propria capacità per adattarla agli spazi espositivi, come nel caso della mostra organizzata in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia: furono invitati ben 20 artisti da tutto il mondo.

5. È INTERNAZIONALE

Abbiamo appena visto che il dialogo internazionale della Fondazione prende avvio proprio dal contatto con gli artisti, con i curatori e con personalità del mondo della cultura. Un bell’esempio di grandi capacità mescolate insieme, per un mix internazionale e esplosivo.

FSRR, esterno

6. È COLLABORATIVA

La FSRR non solo cerca contatti in tutto il mondo ma tesse anche reti e collaborazioni con istituzioni locali, nazionali e internazionali. È attiva e sostiene il sistema dell’arte torinese, nel 2017, infatti, ha operato in sinergia con Artissima, principale fiera d’arte contemporanea dal carattere internazionale che prende luogo ogni anno a Torino. In ambito nazionale ha promosso, interloquendo con il MiBACT, l’istituzione del Comitato Fondazione per l’Arte Contemporanea. E, inarrestabile, ha pure co-fondato FACE (Foundation of Arts for a Contemporary Europe) nel 2008.
Infine, esprime sempre il suo sostegno a eventi, pietre miliari del sistema dell’arte, come Documenta di Kassel e la più vicina Biennale di Venezia.

7. È EDUCATIVA

Ebbene, un occhio di riguardo è riservato ai più piccoli, ma anche a quei “grandi” che si sentono ancora giovani dentro. Ci piace lasciarci raccontare l’importanza dell’educazione artistica proprio da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, che in un’intervista per La Stampa di Torino ha dichiarato: “Ma se devo dirle la verità la cosa che mi ripaga di più sono i 15 mila bambini che ogni anno vengono a contatto con l’arte grazie alla nostra fondazione. Le residenze per i curatori stranieri che girano l’Italia per conoscere i nostri artisti, le spiegazioni dei quadri al pubblico di non vedenti soltanto attraverso l’immaginazione”.

8. È SOCIAL

Silvio Salvo, un nome, una certezza. Ufficio stampa e Social Media Manager della FSRR, ha vinto il premio di Artribune come Best Social Media Manager 2017. E non a caso. La sua idea è quella di usare i social come informazione, caos e divertimento. E così il Maestro Yoda, vero Social Media Manager che usa la Forza per vedere il futuro, pubblica Pablo Escobar che ci aspetta davanti alla Fondazione, lo staff che fa la dub dance e gattini in visita alle mostre, perché sa già che saranno post di successo. E a noi piace che l’Arte Contemporanea comunichi con tutti gli ambiti della nostra vita, dalla televisione alla musica e piace a molti; @iodaioda intercetta i gusti di tutto il pubblico, non solo quello giovane o degli addetti ai lavori: e tu, sei già stato contagiato? Se no, cosa aspetti? Ah, e ricorda, #OccupySandretto.