GIANNI VERSACE | Collezionista e amante dell’Arte

La moda ha spesso attinto, se non citato direttamente, ai quadri e alle creazioni di pittori, scultori e artisti di tutte le epoche: forse a causa dell’esaurimento della sua vena creativa, forse per omaggiare un’arte sorella. Ciò che è certo è che sono numerosissime le collaborazioni tra stilisti, galleristi e artisti che danno vita a collezioni, mostre ed eventi d’arte unici ed affascinanti. Da Dolce & Gabbana ispiratisi ai mosaici bizantini, alla recente collezione di Luis Vuitton in collaborazione con Jeff Koons, dal binomio Kenzo-Cattelan alle nuove campagne di Gucci. Non sono da dimenticarsi anche altre collaborazioni del secolo scorso, come quella di Thayaht con Vionnet, Yves Saint Laurent e Mondrian oppure Dalì e Cocteau con Schiapparelli. In questi casi gli artisti crearono alternative alle tendenze correnti, ricercando nell’inventiva degli artisti elementi unici e innovativi. Queste caratteristiche furono importanti soprattutto per le collezioni di Versace che, dal 1978, è stata governata dalla mano creativa dello stilista Gianni Versace.

Durante lo scorso 2017 Donatella Versace ha voluto organizzare una passerella-tributo ai 10 anni dalla morte del fratello Gianni, assassinato il 15 luglio del 1997 a Miami. Il tributo è stato sentimentale ed affettuoso, ma ha avuto in sé un altro, forte, elemento: la sfilata è stata dedicata ai millennials, generazione costantemente bombardata da immagini la cui memoria spesso svanisce dopo pochi istanti. Proprio in occasione della settimana della moda di Milano, Donatella Versace ha presentato la collezione femminile primavera/estate 2018 del marchio. La linea riprende le stampe iconiche di Gianni, ma lascia un piccolo spazio anche per la visione di Donatella, con il suo stile unico e ribelle. Non possono quindi mancare il logo vintage e pattern barocchi ispirati alla mitologia greca, la pelle nera con borchie dorate e gli outfit più pop, che riportano stampe di Vogue ed opere di Andy Warhol.

Versace's women SS18 - ©Vogue
Donatella e Gianni Versace, 1994 - ©Getty images

Il genio creativo di Gianni Versace, che permea ancora le collezioni della casa di moda, fu stimolato dal mondo dell’Arte in tutti i suoi aspetti; vantava infatti numerose collaborazioni con alcuni tra i maggiori artisti contemporanei: da Pomodoro, a Rotella, a Veronesi, per non citarne che alcuni. Non si trattava di relazioni episodiche, ma di rapporti che perduravano nel tempo. Dell’arte amava particolarmente il lavoro manuale, per nulla secondario a quello creativo, che lo incoraggiava ancora di più nella sua produzione. Osservare un pittore mentre dipinge, per lui, era molto più stimolante di una visita ad un museo, che comunque non disdegnava. Come spesso ricordato dalla sorella, per Gianni Versace tutte le forme d’arte erano degne di riflessioni, ma solo se poste sullo stesso piano: visitava moltissimi musei e apprezzava la cultura classica e mediterranea (come, ad esempio, la pittura murale e vascolare greca ed etrusca), ma anche il Rinascimento, il Romanticismo, il Liberty, tutto il Novecento e soprattutto la Pop Art. In ogni creazione si possono ritrovare elementi ispirati alla cultura artistica, ma sempre rimodellati in forma diversa, spingendosi oltre la mera copia. I suoi disegni superavano sempre la riproducibilità dell’arte, andando verso una reinterpretazione e una ricreazione del tutto nuove, portando in passerella l’arte di Gianni Versace, e non soltanto quella dell’artista a cui si era ispirato. Una sorta di rigenerazione della creatività.

Gianni e Donatella, Casa di Milano - ©DRepubblica

Ma Gianni Versace fu anche un grandissimo collezionista che amava circondarsi delle sue opere preferite. In un’intervista la sorella lo ricorda così: “Giudicava indispensabile trasferire nei luoghi dove viveva – e insieme, nei luoghi dove “vivevano” le sue creazioni, ossia nelle boutique – storia ed atmosfere peculiari dell’ambiente circostante. Così, ad esempio, nella boutique di Parigi fece collocare opere classiche, di gusto molto “francese”, con affreschi e trompe-l’oeil di giardini alle pareti; arricchì la casa di New York con una collezione di arte moderna (Picasso, Moore, Dine, Schnabel, Hockney, Lichtenstein, Warhol, Basquiat, Matisse); volle che la casa di Miami fosse piena di gioia e di sole, con lavori di Schifano, Rotella, Paladino, Moore, Dufy, Picasso; mentre per la casa di Milano lasciò emergere tutto il suo amore per l’arte antica, in particolare greca, fatto convivere con l’arte moderna (in primis Paladino, autore con un retroterra imbevuto di classicità mediterranea; ma anche de Chirico, Rotella, Schifano, Léger, Sironi). Un momento importante della passione di collezionista di Gianni Versace è quello legato ai suoi ritratti, commissionati a noti maestri così come le interpretazioni della Medusa.”[1] Fu proprio questa Medusa stilizzata e incisa in un cerchio dalla bordatura greca il simbolo che caratterizzò le collezioni firmate Versace, l’unica delle Gorgoni a non essere immortale, che testimonia la classicità della sua moda.

Note alle immagini:

  • Foto1 modelle: Yasmin Wijnaldum, Kaia Gerber, Mica Arganaraz, Vittoria Ceretti