Fernando Botero “tra colori vivaci e curve mozzafiato”

Amato in maniera incondizionata da gran parte del pubblico e guardato con sufficienza da molti critici, Botero sin dal suo esordio fece subito intendere che l’arte del dipingere per lui non è solamente una necessità interiore, ma anche un’esplorazione continua verso il quadro ideale che non si raggiunge mai.
La sua pittura non sta quindi dentro ad un genere ben definito, ma si può definire piuttosto un’inclinazione a sé stante, ineguagliabile ed originale.

"Piero della Francesca"
"Piero della Francesca"
"La Fornarina"
"La Fornarina"
"Coniugi Arnolfini"
"Coniugi Arnolfini"

I corpi smisurati, le atmosfere fiabesche e fantastiche dell’America Latina, l’esuberanza delle forme e dei colori, l’ironia e la nostalgia, sono gli elementi caratteristici della sua manifestazione artistica: i protagonisti dei suoi dipinti sono sempre privi di stati d’animo riconoscibili, non provano né gioia, né dolore. Scompare la dimensione morale e psicologica: il popolo, in tutte le sue diversificazioni, semplicemente vive la propria quotidianità.

"Donna seduta"
"Donna seduta"
"Venere e Cupido"
"Venere e Cupido"
Ma per qual motivo le figure nelle opere di Fernando sono grasse?

È indubbio il fatto che la sua estrema riconoscibilità sia dovuta al suo stile eccentrico, tanto fedele a sé stesso quanto di non difficile lettura, fondato sull’uso delle cosiddette forme dilatate che dànno vita alle “figure grasse” che costituiscono un tratto distintivo dell’arte di Botero.
Tutto ebbe inizio nel 1956, quando l’artista ha 24 anni, e contrariamente rispetto a quello che si potrebbe pensare, applicò la sua “dilatazione” non ad una figura umana o a un essere vivente, bensì a un oggetto: un mandolino.
L’artista fu colpito e visceralmente attratto da questa forma dilatata oltre il naturale, perché gli evocava molta sensualità. Dopo aver dunque “dilatato” il mandolino, Botero trovò il suo stile, e iniziò a dilatare le forme di altri oggetti, di animali, di esseri umani, conferendo a tutti quell’aspetto “grasso” che costituisce un po’ il suo marchio di fabbrica. In questo modo Botero enfatizza costantemente il fatto che nella sua pittura l’esagerazione scatta da un’inquietudine estetica, e svolge una funzione stilistica. E’ un pittore figurativo, ma non realista: le sue figure sono ancorate alla realtà, ma non la rappresentano. Tutto nei suoi dipinti è voluminoso.

L’artista, come ha avuto modo di affermare, associa le forme dei suoi soggetti al piacere, all’esaltazione della vita, perché l’abbondanza comunica positività, vitalità, energia, desiderio: tutti concetti che hanno a che fare con la sensualità, intesa tuttavia non tanto in senso erotico quanto come espressione di piacere.

"Il nunzio"
"Il nunzio"
"La vedova"
"La vedova"

Dal 21 ottobre 2017 al 25 febbraio 2018 il Palazzo Forti di Verona ospiterà la mostra su Fernando Botero, l’eclettico artista colombiano dalle mille sfumature.