Fernand Léger: perché amarlo e dove trovarlo

Fernand Léger non c’è sui libri d’arte del liceo, ma tutti i grandi musei di arte moderna possiedono almeno una sua opera. Ecco perchè vale la pena scoprirlo e cercarlo.

Avete mai sentito nominare Fernand Léger? Sicuramente vi sarà capitato di vedere un suo quadro da qualche parte, ma non sapendo chi è sarete passati oltre. Qui trovate un breve riassunto di introduzione alla sua arte, così che, se doveste incontrarlo, saprete riconoscerlo e inquadrarlo.

Fernand Léger, The Three Musicians, 1944 (MoMa, New York)
Léger è il pittore della modernità.

La sua arte attraversa tutto il primo Novecento: incontra gli artisti e gli stili di tutte le avanguardie, elabora un suo stile personale fuori da ogni corrente, approda in America nel 1940 e qui ispira la generazione dei futuri protagonisti della Pop Art.
I suoi dipinti sono coloratissimi e squillanti come pubblicità. I soggetti sono semplici e quotidiani ma orchestrati come scenografie. La linea è una pennellata spessa, nera e marcata come un disegno primitivo.

Fernand Léger, The City, 1919 (Philadelphia Museum of Art)
Léger è il pittore della città contemporanea.

Secondo Léger, la città dopo la guerra è cambiata a tal punto che necessita di un’arte nuova in grado di cogliere i nuovi ritmi frenetici della vita urbana. E’ per questo che nel 1919 immortala la realtà cittadina con colori vividi e forme contrastanti, riprendendo così il disorientamento e l’assalto sensoriale provati da chi camminava lungo una strada affollata della Parigi del suo tempo. Il dipinto “La Città” ha la linearità grafica di un cartellone pubblicitario, il movimento trepidante di uno schermo cinematografico, l’espansione di un fondale di teatro e l’audacia di un murales. Questo dipinto è stato realizzato nel 1919, ma è incredibilmente attuale. La Parigi di Léger non è poi tanto diversa dalla Parigi dei nostri giorni.

“La vita moderna scorre ad una velocità tale che (…) un pezzo di vita visto dalla terrazza di un caffè è uno spettacolo”

- F.Léger (1924)

Fernand Léger, Scenografia e costumi per lo spettacolo La Creation du Monde, tratto da un soggetto di Blaise Cendrars (1922–1923)

La strada è diventata essa stessa un evento teatrale, uno spettacolo: i dipinti di Léger sono frammenti della “grandiosa messa in scena della vita”. Se i suoi dipinti sembrano scenografie su un palcoscenico, le sue scenografie e costumi di scena sembrano dipinti animati.

Fernand Léger, The Great Parade (definitive state), 1954, Solomon R. Guggenheim Museum, New York
Léger è il pittore che libera il colore da ogni vincolo.

Quando Léger approda a New York rimane affascinato dagli schermi pubblicitari di Times Square: le luci delle pubblicità si proiettavano sulla strada e sui passanti in colori variopinti, come se i colori fossero liberi di muoversi nell’ambiente circostante, come elementi dinamici e dissociati dalla forma. Condividendo le idee di Le Corbusier e con Piet Mondrian, menti geniali della Bauhaus e del De Stijl, scaturisce in Léger l’esigenza di una nuova libertà spaziale di cui il colore è l’elemento attivo. Liberato definitivamente dalla pittura moderna, il colore può invadere le vie.

Diversità tra gli stili.

Come avrete potuto notare, il Fernand Léger del periodo americano non è lo stesso dei primi anni a Parigi. E il Fernand Léger prima della guerra non è lo stesso del primo dopo guerra. Il suo stile si evolve influenzato dagli eventi e dai luoghi in cui si trova. Se in un primo momento dipinge in stile impressionista, in un secondo decide di andare agli antipodi dell’ impressionismo. Se ad un certo punto arriva all’astrattismo, decide poi di tornare al realismo, anche se un realismo tutto suo. Passa dal cubismo e dal surrealismo, pesca dal neoplasticismo e dal neoclassicismo. Léger è figlio del suo tempo, e avere un quadro chiaro del suo stile è complesso. Per fare chiarezza, qui sotto trovate una simpatica infografica che riassume in ordine cronologico i principali periodi artistici di questo poliedrico pittore. “Chi è Léger?” è un passepartout utile a fare mente locale ogni volta che vi imbatterete in un dipinto che porta la sua firma. Scaricatelo, stampatelo, conservatelo. Vedrete che vi servirà!

Ok tutto molto bello, ma dove lo trovo?

I quadri di Léger sono sparsi in tutto il mondo, soprattutto in America. Personalmente, ne ho scovato uno al Guggenheim di Venezia e un altro al Gemeentemuseum a L’Aia. Se però volete avere una visione di insieme, non potete perdervi il Musee National Fernand Léger a Biot (Nizza). Incastonato tra le colline della Costa Azzurra, questo museo è una vera perla. La collezione è curata in modo esemplare, e il museo stesso, con sale ampie e luminose, immerso nel verde e decorato da mosaici, è un luogo dove l’arte di questo magnifico artista si respira a 360 gradi.  Nel caso vi capitaste di passare da quelle parti, raccomando vivamente una visita.

Ecco qui: www.tripadvisor.it