Eleonora Simeoni | L’intervista all’artista del mese

Il mese di ottobre del calendario Toffanin è dedicato ad Eleonora Simeoni. Giovanissima illustratrice di Bassano del Grappa che ci ha colpiti per la capacità dei suoi disegni di andare oltre il singolo dato narrativo. La redazione di Twenty Cent l’ha intervistata per voi.

Eleonora, visto il carattere quali fanciullesco che caratterizza le tue illustrazione, ti chiediamo, cosa ti ha portato a sviluppare una scelta stilistica di questo tipo? Cosa ti piace e che opportunità da l’utilizzo di un tale stile?

Sono molto contenta che dalle mie illustrazioni si assaporino i toni fanciulleschi e dell’infanzia; raffigurare cose e persone della mia infanzia non è propriamente solo una scelta stilistica, ma è una cosa che sento dentro di me.
Mi reputo una persona con la testa tra le nuvole (a volte troppo); dentro di me c’è la stessa bambina di tanti anni fa, sono sempre stata estroversa e fantasiosa ma ho imparato, piano piano, a far confluire questo mio modo d’essere nel disegno. È molto importante per me riuscire a far sognare le persone quando guardano i miei disegni: trasportarli in una realtà diversa da quella quotidiana, “sollecitarli” ad immaginare come i bambini e ad abbracciare quella fantasia troppo spesso trascurata dal nostro paese a favore della razionalità.

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Cosa ispira e come nascono le tue illustrazioni? Sono scene/soggetti spontanei o frutto di pianificazioni/studi precedenti?

Non lo so ma credo ci sia bisogno di un po’ di pazzia in questo mondo (sorride). La scelta dello stile è stata una strada davvero tortuosa, sono molto insicura e, spesso, questo mi porta a cambiare continuamente, provare, sperimentare. Se da una parte questa insicurezza è un bene, dall’altra mi ha portato tante volte a chiedermi quale fosse davvero il mio stile. Tutt’ora non so rispondere a questa domanda. Ho capito, però, con il tempo, che una costante riguarda la scelta dei colori, soprattutto i colori pastello: rimandano alla mia infanzia e spesso nascono da ricordi, sogni, o semplicemente dall’immaginazione delle cose quotidiane; coinvolgono i miei sentimenti in un primo momento, poi anche quelli dello spettatore. Credo quindi che le tonalità “pastello” mi aiutino a trasmettere i sentimenti che contraddistinguono i miei lavori: infanzia, sogno, desideri, immaginazione.

Illustrazione estratta dal racconto "La Grotta"
Sei tu l’ideatrice delle storie che spesso le tue illustrazioni vogliono raccontare? Ci sono temi o particolari questioni che senti di dover raccontare?
Quale la relazione, seconde te, dev’esserci tra la storia narrata e l’illustrazione?

Le mie illustrazioni nascono in diversi modi, a seconda del progetto che devo realizzare: certe volte dalla necessità che sento di raffigurare un sogno, una mia fantasia, o concretizzare un mio pensiero.
Quando invece lavoro ad un progetto particolare, come ad esempio l’illustrazione di una storia, cerco di rappresentare le immagini che nascono nella mia mente mentre mi affianco ad un testo o ad una consegna.
Sempre, sia nelle illustrazioni libere che in quelle “veicolate” cerco di mettere un po’ del mio mondo.

Spesso i tuoi disegni hanno un contenuto simbolico, è fondamentale per te lo svelamento da parte dell’artista del significato reale o pensi sia preferibile tacerlo e lasciare all’osservatore il compito di svelarlo?

Il contenuto simbolico dei miei disegni è spesso voluto: È fondamentale per me che lo spettatore sia coinvolto mentre guarda l‘immagine, che possa immaginare, pensare, sognare e, infine, attribuire lui stesso il significato. Il significato nasce da me, ma ognuno può farne crescere un altro. È questa una delle cose più belle di creare immagini: quando vengono guardate i significati sfociano in tantissimi altri, ognuno fa “sua” l’immagine e magari attribuisce ad essa un ricordo personale.

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"Autunno-Estate"