Digital video wall: il nuovo progetto di Metronom. Focus su Boris Contarin

La galleria modenese Metronom, conosciuta per la sua attività nel mondo della fotografia, periodicamente promuove delle call volte a giovani artisti contemporanei dando loro l’opportunità di esporre il proprio lavoro e di ragionare su particolari tematiche. L’ultima call mira a promuovere e diffondere tre progetti sull’arte digitale cercando una riflessione sui nuovi media e sulle loro potenzialità di linguaggio. Il metodo espositivo consta in quattro monitor rivolti verso l’esterno e posizionati sulla vetrina della galleria stessa, che funge quindi da unico digital video wall riservato alla fruizione dei contenuti 24h su 24.

I progetti selezionati verranno esposti, separatamente, nei mesi di ottobre, novembre e dicembre. I tre vincitori sono Boris Contarin con “Senza titolo (Linea)” (2018), Marilisa Cosello con “Esercizi obbligatori” (2016 -2017) e Kamilia Kard con “Sometimes I Feel Like That Inside of Me” (2018).

Il primo progetto in esposizione è il video realizzato nel 2018 dal veneto Boris Contarin, classe 1992, laureato in Filosofia presso l’università Ca’ Foscari di Venezia e attualmente studente al secondo anno della laurea magistrale in Arti Visive allo IUAV di Venezia. Nel 2013 vince il premio e la residenza d’artista tra Operaestate Festival a Bassano del Grappa e Act Your Age Festival a Maastricht (NL) e nel 2017 ha l’opportunità di partecipare al progetto di residenza Save Asolo (IT) con il fine di ragionare sul territorio asolano. Pur muovendosi nel campo dell’arte digitale avendo un sommo riguardo verso il medium video, le sue opere sono frutto di ricerche a partire dal campo filosofico anche meno recente e in particolar modo l’opera “Senza titolo (Linea)” trae origine dal saggio “L’immaginario” di Jean Paul Sartre. In questo testo, il filosofo francese vede l’immagine non tanto come una cosa, quanto piuttosto come un atto di coscienza dove l’immagine rientra in un rapporto che oscilla fra la coscienza e l’oggetto cui essa si trascende. L’immaginazione, per Sartre, è negazione della realtà visibile e tende verso un altro mondo; ed è proprio nella capacità di riuscire a scorgere qualcosa di altro grazie all’immagine che risiede la forza l’opera di Boris.

La finestra da cui tutto inizia “vuole essere se stessa e anche qualcosa di altro, come quattro semplici schermi digitali uniti da una linea immaginaria costruita con un salto, con il superamento quasi automatico di una frattura. Astrarre il paesaggio per ricondurlo a una dimensione formale, simbolica e autoriflessiva è una delle vie più dirette per raggiungere i nodi inestricabili di verità e dubbio attraverso il mezzo fotografico.” “Senza titolo (Linea)” non si presenta come la risposta alla domanda “cos’è un’immagine?”, ma i quattro video uniti dall’elemento della linea vogliono far scaturire una riflessione sulle condizioni di riproduzione e invitare a ragionare su cosa significhi essere un’immagine.

Il video sarà attivo in loop 24 ore su 24 per tutto il mese di ottobre.
Metronom, Via Carteria 10 / 41121 –  Modena
Ingresso libero / martedì-sabato 14-19 e su appuntamento.
Info tel. +39 059 239501 / info@metronom.it / www.metronom.it