Il Medico dell’architettura: la casa di Hundertwasser nel centro di Vienna

Era il 1938 quando l’appena undicenne viennese Friedrich Stowasser dovette iscriversi alla gioventù hitleriana; le leggi razziali avrebbero rischiato di rendere impossibile la vita a lui e a sua madre, unico genitore rimastogli, di origini ebraiche. Non pensiate però che questo episodio abbia costretto il futuro architetto Hundertwasser ad una vita umana e artistica accademica, tradizionalista, timorosa; il padre del transautomatismo e della bioarchitettura fu una personalità controversa: anti totalitarista e nostalgico pure in quei tempi pericolosi, si contraddistinse per l’impegno ecologista e criticando aspramente l’unificazione europea lottò in difesa delle identità regionali, dimostrando così nella vita come nell’arte tenacia ed autonomia di pensiero.

Friedensreich Hundertwasser, nato Friedrich Stowasser [foto di: Hannes Grobe]

L’estrema violenza di quegli anni non intaccò il carattere sereno e armonioso della sua primissima produzione: soggetti prediletti furono fiori, foreste, scorci dell’antica Vienna. La bellezza della natura restò per lui l’unica maestra, quando nel 1950 abbandonò la per lui poco stimolante Akademie der bildenden Künste, decidendo di seguire un percorso personale profondamente innovativo.
Durante il suo soggiorno parigino nei primi anni ’50, si divise fra il lavoro nella tenuta di un contadino e la frequentazione del frizzante mondo artistico della capitale, intessendo rapporti con tanti giovani pittori come Gianni Serra, ma anche guardando con scetticismo alle novità d’oltreoceano  come l’Action Painting (non condivideva lo “spreco” del colore) o il Razionalismo in architettura, di cui divenne un attivo antagonista.
È del 1968 il suo Manifesto per il boicottaggio dell’architettura, esplicazione teorica del pensiero artistico dietro i 37 edifici progettati da Hundertwasser, non solo per l’amata Vienna, ma per grandi città di tutto il mondo.

Abensberg Kuchlbauer Kunsthaus, Abensberg, Germania, 2018

La Hundertwasserhaus è un complesso di cinquanta edifici residenziali progettato e costruito negli anni dal 1983 al 1985 nel terzo distretto comunale di Vienna, con la collaborazione degli architetti Josef Krawina e Peter Pelikan. L’inconfondibile facciata variopinta è il frutto sia della progettazione dell’artista, sia del contributo degli abitanti, a cui è concesso decorare la superficie attorno alla propria finestra come più gli piace; l’avversione per il rigore geometrico di Hundertwasser, forse reminiscenza di un passato di guerra e rigore fanatico, si manifesta nell’assenza quasi totale di linee rette e spigoli vivi. Pur non essendo visitabile internamente, alla caffetteria del primo piano si può vedere un film che ritrae l’artista in persona come guida nella sua creazione, mentre poco distante la Kunst Haus raccoglie la mostra permanente dell’architetto e ospita numerose mostre temporanee. I più di 200 alberi e piante sui suoi balconi e terrazze la rendono una piccola oasi lussureggiante nel centro della città, la cui autorità comunale affitta gli appartamenti a 5€ al metro quadro a famiglie in difficoltà di personalità attive e partecipi del mondo artistico contemporaneo.

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