CARNE DA MACELLO: un’installazione di Giulio Favotto | a cura di Giulio Favotto e Anna Marion

Il 7 settembre ha inaugurato a Padova presso Cattedrale Ex Macello un’installazione fotografia di Giulio Favotto. Il concept dell’installazione ha le sue origini in una prima fase del progetto allestita lo scorso anno in occasione di Sottosopra in una macelleria del centro storico di Castelfranco.
L’installazione di Favotto nasce da una maturata fusione delle sue pregresse capacità espressive. La fotografia di paesaggio s’intreccia con l’esperienza teatrale dando vita a un cortocircuito tra realtà e finzione, tra vero e falso. Cruda traduzione in immagini di una metafora del magistrato Boccassini, la quale in occasione di una conferenza stampa usò la metafora “Carne da Macello” per descrivere i caratteri e le modalità con le quali è praticato il rito dell’accoglienza dei migranti in Italia.

Dalle suggestioni del discorso della Boccassini derivano le riflessioni del fotografo sul significato di accoglienza in quanto tale e di come questo sia virato nella società contemporanea dove “la cultura dell’accoglienza è un bene prezioso, che va difeso e insegnato”.
La sua esperienza nella comunicazione di stampo commerciale fà si che la visualizzazione della figura retorica sia immediata e comunicativa, un’istantanea sul tema dell’accoglienza dei migranti nel flusso migratorio contemporaneo.

La sensibile ricerca di Favotto, che ha ascoltato, conosciuto e incontrato storie d’immigrazione, addizionata alla suggestione delle parole della Boccasssini, ha introdotto una nuova figura retorica: quella dell’”animalizzazione” o “deumanizzazione”, che mette in crisi la dignità e la pienezza della natura umana di gruppi minori rispetto a quelli dominanti. La deumanizzazione comporta una negazione di identità all’individuo, che viene percepito come privo di storia, cultura, sentimenti e diritti. Nell’installazione di Favotto il concetto di animalizzazione è restituito tramite il paragone, alle volte agghiacciante, tra carne da macello e migranti.

L’installazione procede per accostamenti visivi disorientanti. Un gioco di immagini si dipana tra gli spazi dell’Ex Macello che, per l’occasione, riassume la sua originaria funzione di catena di “smontaggio”. All’interno di questi viene ricreata una macelleria, adibita ad “accogliere” questa volta tagli di corpi che non sono animali, bensì umani. A questo punto la contestualizzazione iniziale assume un nuovo significato che fa da paragone ai corpi umani, creando una metafora visiva che traduce aspramente l’idea di deumanizzazione in un’alleanza tra corpi.
Una ricerca contemporanea, un reportage ragionato e critico sui drammi della contemporaneità.

L'EVENTO

L’installazione sarà visitabile fino al 23 settembre presso Cattedrale Ex Macello (Via A. Cornaro 1, Padova)

Orari: dal martedì al venerdì 16.00 – 20.00 / sabato e domenica 10.00 – 12.00 e 16.00 – 20.00