Bruno Munari, TERRA | ARIA a Palazzo Pretorio di Cittadella

È stata prorogata fino al 10 gennaio 2018 la grande mostra a Palazzo Pretorio di Cittadella (PD) dedicata celebre artista, designer e teorico italiano Bruno Munari. Esposizione interamente a cura di Guido Bartorelli, promossa da Fondazione Palazzo Pretorio in collaborazione con il Dipartimento dei Beni culturali dell’Università degli Studi di Padova e l’Associazione Bruno Munari. Una mostra che sa evidenziare al meglio la mente bipartita del designer, il quale si destreggiava tra la sua pragmaticità di designer e la sua propensione a creare per il piacere del puro e leggero atto creativo.

Atto-Bruno-Munari-nel-suo-studio-Milano-1988-©-Isisuf.-Istituto-internazionale-di-studi-sul-Futurismo

Simbolicamente questi due lati del carattere creativo di Munari sono divisi nel percorso espositivo tra “Terra” e “Aria”, tra la precisa mente del designer e la fanciullezza dei suoi progetti didattici. L’animo pratico e quello riflessivo di Munari sono ben distinti tramite delle stanze “contemplative” e delle “stanze del fare”, le quali non sono dei semplici laboratori didattici ma delle vere e proprie parti integranti dell’esposizione, come fossero delle opere intese come processo. Quest’ultimo concetto fu illuminante sia per la produzione di Munari che poi per le generazioni di artisti italiani che vennero a seguito della parentesi munariana. L’idea di produrre un’opera che preveda il superamento della forma chiusa, in particolare per quanto riguarda la sua esperienza nel mondo della didattica per bambini, e che preveda quindi la collaborazione del pubblico ai fini di risultare completa ed efficace fu una novità introdotta ex novo da Munari, il quale utilizzò queste sue teorie al servizio della collettività. È anche nell’abbandono della figura dell’artista individualista che si concentra la grande novità introdotta da Munari che mise tutto il suo essere, le sue ricerche e invenzioni alla totale disposizione della comunità.

“L’arte, che un tempo era privilegio di pochi uomini sta diventando una espressione possibile a ciascuno di noi? Si sta riducendo positivamente la distanza tra l’artista e l’uomo normale?” (Artista e designer, 1971)

L’esposizione è divisa in due poli comunicanti: quello dell’“Aria” e quello della “Terra”. Il primo è costituito da una serie di nuclei contenenti opere leggere, quasi impalpabili, sia a livello fisico che mentale, le quali per l’appunto richiedono uno sforzo minimo ai fini della loro comprensione lasciando la mente libera e leggera nell’apprezzare con curiosità forme e tecniche. Tra queste spiccano “Concavo-Convesso” (1947-1949), le “Macchine inutili” e lampada Falkland (1964). Il secondo polo, dedicato alla “Terra”, è invece allestito per permettere delle attività destinate ai visitatori, bambini o adulti che siano, pensate da Munari per educare il pubblico a “fare per imparare”.

Interattività, sinergia e relazione con lo spettatore sono i concetti che dominano il percorso espositivo di Palazzo Pretorio sia attraverso dinamiche di mera contemplazione che pratiche.

L’esperienza a Palazzo Pretorio è lodevole per la sua completezza alimentata dalla professionalità dello staff che accoglie il pubblico con la disponibilità a dispensare nozioni utili alla comprensione della personalità di Munari e che lo guida durante le fasi di realizzazione dei quattro laboratori didattici inclusi nell’esposizione. L’ingresso a Palazzo Pretorio è gratuito ed è dunque un’esperienza assolutamente consigliata ai fini di comprendere e sperimentare in prima persona la grandezza del genio di Bruno Munari.