L'ARTE DELL'ERRORE

L’ARTE
DELL’ERRORE

di Giacomo Carmagnola

a cura di Twenty Cent
Art Group

10 MARZO
6 APRILE

Spazio Zephiro
via Sile, 24
Interno 23
Castelfranco Veneto (TV)

L'EVENTO

LA GLITCH ART

La Glitch Art è un genere artistico nato dall’incontro tra fotografia e grafica che, attraverso l’apporto di processi digitali e informatici, muta il concetto e il valore dell’errore elevandolo a tecnica artistica. Quella di Carmagnola appare come una distorsione visiva applicata a fotografie, sculture, ritratti e altro. L’errore digitale contribuisce, in questo caso, a creare quell’estetica che dà nuova vita all’immagine, valorizzandola nei suoi massimi e il glitch, da perdita di informazioni diviene un valore aggiunto.

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LA MOSTRA

L’esposizione presso Spazio Zephiro raccoglie una campionatura di opere appartenenti a tutte le serie realizzate dell’artista sino ad ora, con l’aggiunta di alcuni apparati video e l’intera serie di artwork rivisitanti le più famose opere di Giorgione da Castelfranco.
L’intera esposizione è accompagnata da un ciclo di tre conferenze, tenute dallo storico dell’arte Antonio Carradore, riguardanti l’arte veneta del Cinquecento.

GIACOMO
CARMAGNOLA

L’artista, la tecnica
il significato

Giacomo Carmagnola nasce nel 1992 a Montebelluna (TV), dove vive e lavora nel suo studio artistico. Laureato in Comunicazione e Grafica a Venezia, lavora oggi come graphic designer freelance. Il suo avvicinamento alla Glitch Art avviene un po’ per caso quando, nei primi anni universitari, inizia le prime sperimentazioni di manipolazione e distorsione grafica con Photoshop. Con l’effetto pixel sorting dà vita alla tecnica divenuta sua principale cifra stilistica: la “distruzione frammentaria”, ottenuta attraverso un sofisticato algoritmo di programmazione. Le immagini fotografiche a cui tviene applicata vengono poi rielaborate in post-produzione e presentate come opere terminate sia come stampa fotografica che come immagine digitale. Da vocabolario il termine glitch, usato in elettronica, indica un picco breve ed improvviso in una forma d’onda, una perdita di dati, un errore, che da Giacomo è però elevato a tecnica artistica. Il suo appare come una sorta di restyling applicato a fotografie, ritratti, sculture e altro.

L’errore digitale contribuisce a creare quell’estetica che dà nuova vita all’immagine, già di per sé bella, ma resa – con le parole di Giacomo – “diversamente bella”. L’errore diventa quindi la parte estetica dell’opera stessa, valorizzandola nei suoi massimi e il glitch, da perdita di informazioni, diviene un valore aggiunto. I suoi lavori mirano a restituire una pura estetizzazione dell’immagine tramite la sua distorsione. L’errore digitale ne diviene l’elemento corrosivo, disturbante e annebbiante. I soggetti protagonisti dei suoi interventi, sono selezionati senza un preciso fil rouge tematico; essi vogliono essere una mera creazione estetica che lascia spazio all’interpretazione personale del fruitore.  Giacomo ha avuto modo di farsi conoscere in tutt’Europa e non solo esponendo le sue opere in importanti gallerie e fiere di fama mondiale come la Key Gallery e Homemade Gallery di Milano, l’OFFF Festival di Barcellona, a Miami presso The Shore Club durante Art Basel tramite l’associazione H+ e a Londra presso la Underdog Art Gallery per l’evento “Digital Decade IV”.

LE SERIE

DAME VELATE

Le sue prime opere si caratterizzano per il forte contenuto sacro/religioso: famose madonne della Storia dell’Arte e donne mussulmane velate sono l’oggetto della sua manipolazione. Il risultato, nel suo deturpamento, graffia e genera disturbo, in un più generale contesto di sincretismo religioso privo di qualsiasi riferimento critico. L’artista non vuole provocare ne inneggiare ad un dibattito filosofico-religioso, ma semplicemente intervenire in un soggetto che infiamma le masse non appena viene trattato.

STATUE

Tra le sue prime sperimentazioni vanno collocate anche le opere appartenenti alla serie delle Statue. Le sculture dell’antichità classica – e non solo – vengono manipolate e presentate al pubblico in maniera nuova. Il rinnovamento estetico messo in atto da Carmagnola punta a creare inevitabilmente un ponte tra passato e presente.

CHIRURGIE

La serie di opere si caratterizza per accostamenti inconsueti e stridenti. A parti del corpo umano fotografate durante operazioni chirurgiche l’artista fonde, tramite collage digitali, mazzi di fiori o inedite bagnanti estrapolati da Magazine degli anni ’70. Affiancando l’elemento sereno e allegro al macabro Carmagnola punta a scioccare e infastidire l’osservatore, disorientandolo. Variando, per tecnica e soggetto, rispetto alla produzione glitch, la serie delle Chirurgie segna un momento di distacco dal digitale e di variazione del repertorio.

ESPLOSIONI

La serie contiene uno dei primissimi lavori realizzati dall’artista: Church Fire. La presenza delle fiamme gli consente di ottenere un effetto forte e particolare, dove la drammaticità è esaltata mediante il forte contrasto chiaroscurale. Il risultato è una doppia esplosione – reale e di pixel – ottenuta dalla manipolazione della sola immagine senza l’aggiunta di parti aggiuntive.

RITRATTI VITTORIANI

Serie composta da ritratti fotografici riesumati dai primi anni del Novecento, dove il monocromatismo della lastra fotografica stride con l’esplosione digitale creando un accostamento inconsueto che sconvolge e disorienta. Rispetto alla serie delle Statue il nuovo vuole qui adattarsi, fondandosi, al vecchio.

GIORGIONE

Serie di opere su commissione che hanno dato modo all’artista di intervenire in alcune opere del pittore veneto Giorgione da Castelfranco. In occasione della partecipazione all’evento Sottosopra (progetto nato da un gruppo di giovani di Castelfranco Veneto con l’obbiettivo di far cambiare punto di vista sulla propria città), il collettivo Twenty Cent Art Group ha commissionato all’artista la serie di lavori con l’obbiettivo di “attualizzare” l’opera del Maestro veneto nel pieno spirito dell’evento ospitante. I volti dei ritratti di Giorgione subiscono una distorsione data dalla colata di pixel che ne cela i tratti, offuscandone particolarità e fisionomie. Il risultato è di gran suggestione e fascino, dato anche dal rapporto che si viene inevitabilmente a creare tra antico e moderno, tra pittorico e digitale, tra appropriazione e distorsione.

VIDEO DELLA SERATA CONCLUSIVA