GRAPHIK | Milton Glaser

Il vero problema non è il talento come un elemento autonomo, ma il talento in relazione alla volontà, il desiderio e la persistenza.

Milton Glaser, famosissimo designer contemporaneo, nacque a New York nel 1929, da genitori ungheresi ed ebrei. Crebbe in un condominio chiamato United Workers Cooperative Colony, e conosciuto come Coops: una specie di roccaforte comunista, dove gli anziani insegnavano la politica ai giovani in Yiddish. L’idea e la percezione che Glaser si costruì di New York negli anni successivi ebbe molto a che fare con quell’ambiente: «senza essere troppo esibizionisti, il carattere di New York è così intrinsecamente ebraico. Quell’attitudine verso la vita, verso il cibo, verso la musica, verso la ricerca intellettuale». Alla United Workers Cooperative Colony Glaser capì di essere appassionato di disegno, e di poterci guadagnare: i suoi ritratti di donne nude erano molto richiesti dagli altri ragazzi. Si iscrisse alla High School of Music & Art e si laure  all’università Cooper Union, per poi fondare i Push Pin Studios con i suoi compagni di corso Seymour Chwast e Edward Sorel.

Il logotipo di Milton Glaser "I love New York", 1976

Viene associato soprattutto al suo lavoro più celebre, il logo di I LOVE NEW YORK.
Nel 1976 il Department of Commerce newyorkese aveva bisogno di un simbolo che rilanciasse lo sviluppo urbano, qualcosa che tutti potessero facilmente ricordare. Un giorno, mentre stava andando in taxi al suo studio, ebbe per un’idea, e fece uno schizzo con un pennarello rosso, riducendo il logo a soli quattro caratteri. «È un po’ complicato. “I” è una parola. “♥” è il simbolo di un’emozione. “NY” sono le iniziali di un posto. Quindi ci sono tre trasformazioni. Devi usare un po’ il cervello per tradurlo, anche se una volta che lo fai, è ovvio, e non c’è nessuno che non riesca a capirlo. Ma l’attività del cervello è in parte responsabile per la sua resistenza nel tempo». Decise inoltre che il font più adatto per questo logo era l’American Typewriter. Al New York Times, Glase ha spiegato: «Sapevo che quello che stavamo comunicando era qualcosa che teneva insieme le persone, che stabiliva per loro un modo di comunicare, che in molti contesti non è così facile trovare».

Nel 2001, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, Glaser cre un’altra campagna per la città di New York, ripetendo lo stesso marchio senza le due aste della N (simulando quindi visivamente la scomparsa delle due torri) e aggiungendo la scritta: «They hit the towers, but missed the heart» che in italiano significa: «Hanno colpito le torri, ma mancato il cuore».