Aldo Cibic e la sua quotidiana estetica

Aldo Cibic è architetto e designer classe 1955, i suoi esordi si trovano nel gruppo Memphis.

Le sue radici appartengono quindi a un genere di design che si fa espressione culturale allusa con ironia, anticonformismo e multifunzionalismo, in cui l’uso eversivo della tavolozza e della scelta delle superfici è cifra stilistica distintiva. I primissimi oggetti Memphis risalgono al 1981, quando il gruppo composto da Ettore Sottsass, Michele De Lucchi, Andrea Branzi e Matteo Thun espose a Milano dei mobili “indefiniti” che generarono scalpore tra il pubblico. Gli oggetti colpirono perché nella quasi totale incomprensione della loro funzione ruppero con gli schemi formali della dottrina della “bella forma”. Questi designer cercarono di superare ogni concezione dogmatica della progettazione a partire dalle istanze funzionaliste del buon design a quelle critiche del controdesign radicale. L’approccio progettuale del gruppo Memphis fu paragonato a quello del Bauhaus e della Hochschule für Gestaltung di Ulm per il carattere cosmopolita, di reazione al postmodernismo e di forte radicamento nella contemporaneità. Cibic cominciò a lavorare con Sottsass nel 1979 e, in alcuni articoli a lui dedicati, è scritto che fu forse l’unico vero discepolo del maestro e presto suo socio. Dopo circa dieci anni di collaborazione Cibic iniziò la sua attività in proprio come architetto e designer fondando la Cibic & Partners con l’obiettivo di creare non più oggetti fortemente caratterizzati e unici, ma oggetti che potessero adattarsi con facilità nelle abitazioni, esprimendo valori di artisticità come: Divano Standard del 1991 e le sue Ciotola triangolare piccola, Ciotola triangolare media e Ciotola triangolare grande sempre del 1991.

Nel 2010 creò il CibicWorkshop insieme a Chuck Felton e Diego Lucchini il cui sito internet (www.cibicworkshop.com) rappresenta un vero e proprio catalogo online dei progetti e delle opere realizzate dal gruppo. Si tratta di costruzioni dalle forme razionali e sintetiche, pensate per lo spazio in cui sono inserite e che tendono a migliorarlo avendo tra gli obiettivi la ricerca di equilibrio e armonia. Un carattere che forse resta come eredità di Memphis potrebbe essere l’uso vivace dei colori che per esempio si può osservare nelle sedute del Padiglione di Venezia nella Biennale della città del 2015 o nell’arredamento proposto alla Milano Design Week di quest’anno. Lo stesso sito internet è espressione di un’estetica razionalista e formalista, la cui impaginazione intuitiva e artistica invoglia l’utente a restare sul sito per scoprire le opere e “sfogliare” le immagini di catalogo e le pagine dei volumi digitalizzati.

Parte del Padiglione di Venezia nella Biennale di Venezia del 2015
Esposizione Aesthetics of Vitality di Cibic alla Milano Design Week, 2019

Un altro elemento importante nei progetti di Cibic è il legame tra l’uomo e la natura, espressione di quel principio misterioso al quale apparteniamo. I tappeti disegnati per Moret sono l’esito di un lungo lavoro di ricerca documentaria e storica che precede la progettazione grafica informatica. I motivi decorativi presentano forme antropomorfe, floreali e vegetali stilizzate e principalmente curvilinee che derivano dal cerchio, e come scrisse Munari: «Un cerchio semplice ha rappresentato fin dai tempi antichi e rappresenta ancora oggi l’eternità, non avendo né principio né fine». Le emozioni generate dai manufatti sono legate anche ai materiali, alle tinte e alla tecnica esecutiva. Il filosofo Vilem Flusser affermò: «Nei tappeti ogni singolo nodo è stato progettato in anticipo. Annodare di per sé non è un processo fluido, ma convulso, in cui ogni balzo è previsto in un mosaico provvisorio». Questi tappeti intrecciati a mano sono realizzati con un filato costituito da lana, seta e lino, la cui mescolanza crea effetti di alto e basso rilievo e di cromatismo cangiante.

Va menzionata anche l’attività didattica di Cibic al Politecnico di Milano, alla Domus Academy e alla IUAV di Venezia, è chiamato per tenere delle lezioni a Londra, New York, Boston ed è professore onorario alla Tongji University di Shanghai.

Bibliografia:

  • A. Bassi, F. Bulegato, Le ragioni del design, 2014.
  • A. Branzi, Aldo Cibic designer, 2002.
  • A. Cibic, Happy carpets, 2012.
  • C. Neumann, Design Italia, 1999.
  • G. Pettena, Radical design. Ricerca e progetto dagli anni ’60 a oggi, 2004.
  • B. Polster, AZ Design, 2008.